Di Pietro: "Basta con questo furore ideologico"

"I soldi del Ponte sullo Stretto li usiamo per le metropolitane e le altre opere pubbliche in Sicilia", afferma in una nota il ministro delle Infrastrutture

Roma - "I soldi del Ponte sullo Stretto li usiamo per le metropolitane e le altre infrastrutture in Sicilia": lo afferma in una nota il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, sostenendo inoltre che i soldi "che avremmo sprecato" per chiudere la società Stretto di Messina Spa, sul cui scioglimento l’aula del Senato si è espressa con un voto contrario, "è meglio usarli" per quelle opere necessarie alla regione. "Chi afferma che devo farmi una ragione del fatto che la Sicilia e l’Italia non hanno bisogno del Ponte sullo Stretto, dando l’idea che io vorrei realizzarlo - afferma Di Pietro - o non conosce le carte, e la cosa è grave, o è in malafede, e la cosa è ancora più grave, soprattutto se certe prese di posizione provengono dal presidente di Legambiente".

"A chi vuole conoscere i fatti - aggiunge il ministro - ricordo che abbiamo definanziato il progetto del Ponte, proprio per finanziare quelle opere ferroviarie e metropolitane in Sicilia di cui per primi conosciamo la necessità". Alla Regione, sottolinea Di Pietro, "era infatti già destinato circa un miliardo di euro per il Ponte, e proprio questi fondi sono stati ora finalizzati, con un accordo sottoscritto poche settimane fa, alle metropolitane di Palermo, Catania e Messina e al collegamento tra Agrigento e Caltanissetta".

Tutto questo, conclude Di Pietro, "non c’entra nulla col furore ideologico di cancellare quello che c’è oggi, una società che da sola rappresenta un valore di 150 milioni di euro. I circa 500 milioni che avremmo sprecato chiudendo la società e pagando le penali previste è meglio usarli per realizzare quelle opere che tutti dicono di voler fare e che noi stiamo lavorando per realizzare".