Di Pietro: "Berlusconi ricalca orme del nazismo"

Sul suo blog il leader dell'Idv si rivolge al Capo dello Stato e parla di &quot;un nuovo poker di porcherie alla sudamericana&quot; che il governo starebbe per attuare. <strong><a href="/a.pic1?ID=326744">&quot;La moderata analisi di Tonino: l'Italia come il Terzo Reich&quot;</a></strong> <em>di Michele Brambilla</em>. (<strong><a href="/a.pic1?ID=326551">Leggi il testo completo</a></strong> della lettera di Di Pietro). <strong><a href="/a.pic1?ID=326552">Il Colle infastidito</a></strong> e Veltroni scarica l'alleato

Roma - Il leader dell'Italia dei valori non molla la presa. Va ancora all'attacco e, dopo aver implorato il Capo dello Stato a non firmare la legge sulle intercettazioni, continua il pressing sul Quirinale contro le scelte della maggioranza. Di Pietro non si limita a denunciare le presunte "nefandezze" messe in atto dal governo, cita anche quelle che l'esecutivo starebbe per realizzare. Le definisce un "un nuovo poker di porcherie alla sudamericana" con "mortificazione del parlamento", a partire da "una vera e propria occupazione della Rai" da parte di un presidente del Consiglio che è anche dominus del sistema di informazione privata.

Lettera aperta a Napolitano "Signor presidente - si legge nella lettera aperta a Napolitano che Di Pietro pubblica sul proprio blog - ci sia permesso segnalarle, nella sua qualità di garante della Carta Costituzionale, che, a nostro avviso, il governo Berlusconi sta per porre in essere un altro strappo alla Costituzione. Egli ha gi piegato a sé il parlamento con il ricorso massiccio ai decreti legge e al voto di fiducia obbligato. Ha già occupato l’informazione pubblica e privata in totale conflitto di interessi. Ha già mortificato, con il Lodo Alfano e con l’altra miriade di leggi ad personam che ha imposto, il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge".

"Modello argentino" "Ora, con un colpo solo - prosegue Di Pietro - si accinge ad un poker di porcherie degno del peggior modello argentino: la nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione della Rai, la modifica dell’organo di autogoverno della Corte dei Conti, la limitazione delle intercettazioni telefoniche, la modifica dei regolamenti parlamentari". "Occupando la Rai - prosegue la denuncia dell'ex pm - i cittadini non potranno pi sapere quel che accade nelle segrete stanze del potere e non potranno più esercitare alcun controllo democratico. Modificando i componenti della Corte dei Conti che ha il compito specifico previsto dalla Costituzione di controllare i conti della Pubblica amministrazione - si mette anche tale organismo sotto il controllo dell’esecutivo che, quindi, potr falsificare a proprio piacimento i bilanci dello Stato senza che nessuno possa impedirglielo".

Intercettazioni "Limitando indiscriminatamente le intercettazioni telefoniche - prosegue l'invettiva del leader Idv - si impedisce alla magistratura di fare il proprio dovere e di contrastare efficacemente la criminalità organizzata. Stravolgendo i regolamenti parlamentari si impedisce all’opposizione di esercitare i suoi diritti costituzionali e si riduce il parlamento ad un semplice zerbino dell’esecutivo".

Accostamento al nazismo "Quello che sta avvenendo nel nostro Paese, ad opera dell’attuale governo - denuncia Di Pietro- sembra ricalcare più le orme del partito nazionalsocialista tedesco degli anni ’30 che quelle di una democrazia fondata sul diritto. Ci sia premesso di chiederle rispettosamente ma con fermezza di non rimanere in silenzio e di intervenire per evitare questo scempio della democrazia. Prima che sia troppo tardi".

"Il silenzio uccide anche la democrazia" Poi il leader dei valori precisa il senso della sua lettera al presidente della Repubblica. "Il silenzio rispetto a ciò che sta accadendo uccide anche la democrazia. Facciamo un appello al capo dello Stato perché, prima che sia troppo tardi, ci metta una pezza". Di Pietro respinge con fermezza le accuse di vilipendio nei confronti del presidente della Repubblica: "Ma se proprio a lui abbiamo chiesto di intervenire per tutelare la democrazia - afferma - A chi, facendo riferimento alla vicenda, pensa che non debba presentarmi alle Europee dico che presenterò istanza di archiviazione e denuncia per calunnia".  

Capezzone: "Accuse assurde" "Delle due l’una: o l’ex pm ha definitivamente perso la testa e non sa più misurare le parole; oppure, cinicamente, cerca di spararne ogni giorno una più grossa per accreditarsi come l’unico vero oppositore". Lo dice Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia, che aggiunge: "In entrambi i casi, ormai, siamo dinanzi a un individuo pericoloso, che senza alcuno scrupolo cerca di avvelenare il clima, di incendiare gli animi, di creare un’atmosfera incivile". 

Rotondi: nel solco dei grandi democratici Il ministro per l’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi difende il premier: "Le uniche orme che calca Berlusconi - afferma Rotondi - sono quelle dei grandi democratici e liberisti di questo Paese, sempre aperto al dialogo, come dimostra la sua vita di imprenditore e di uomo impegnato al servizio dell'Italia. Come dire: il contrario di ciò che pensa Di Pietro".

Gasparri: abbiamo un pazzo tra noi "Ho acquistato uno scolapasta - dichiara il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri -che manderò a Di Pietro che potrà agevolmente utilizzarlo come cappello alla sera quando rientra nella clinica psichiatrica dove certamente risiede. Non posso dire altro di fronte alla follia di una persona che definisce nazista Berlusconi. Indossando lo scolapasta Di Pietro potrà evidenziare in maniera ancora più chiara ciò che dalle sue parole per la verità già emerge da tempo: e cioè che abbiamo un pazzo tra noi".

Stefania Craxi: non avrà successo "È una vergogna che un individuo del calibro di Di Pietro, che quanto a moralità e senso del dovere certo non può dare lezioni a nessuno, si alzi ogni mattina vomitando stupidaggini e accuse gravissime sulla testa del presidente della Repubblica e su di un governo democraticamente eletto dai cittadini". Lo afferma Stefania Craxi, parlamentare del Pdl e sottosegretario agli Esteri.

Franceschini: basta coinvolgere il Colle "Ora basta - dice il numero due del Pd Dario Franceschini -, Di Pietro la smetta di attaccare il Capo dello Stato, o comunque di cercare di coinvolgerlo nelle vicende politico-parlamentari al solo scopo di raccogliere un pò di visibilità per sè e per il suo partito. Sulle intercettazioni è in corso una battaglia parlamentare in cui le opposizioni hanno il dovere, come sta facendo il Pd, di contrastare l’idea di farle scomparire come strumento essenziale nelle indagini e di lotta alla criminalità".