Di Pietro boccia Burlando su tutta la linea

(...) venga smentito l’intero impianto di finanziamento dell’opera, quello che prevede l’emissione di bond da parte della Cassa depositi e prestiti per il recupero dei quasi 5 miliardi di euro necessari. Non una rettifica nell’allegato 4 «Variazioni da apportare al bilancio a legislazione vigente a seguito della riduzione di autorizzazioni legislative di spese precedentemente disposte», nénell’allegato 6 «Variazioni da apportare al bilancio a legislazione vigente a seguito della rimodulazione delle spese pluriennali». Insomma tutto come prima, là dove obiettivo del governo sembra esser quello di rinviare il più possibile nel tempo decisioni scomode come quelle sulle grandi opere, per evitare scontri con la sinistra.
Possibile che Claudio Burlando non si sia andato a leggere come prima cosa insieme al caffè del mattino le pur soporifere tabelle? Mistero, tanto più che il presidente della Regione avrebbe tutto l’interesse a svelare l’inghippo. Soprattutto dopo che ieri Antonio Di Pietro, in una sorta di accanimento contro la Liguria, ha bocciato anche l’idea di Burlando di «soffiare» la Tav alla Val di Susa, spostando il Corridoio 5 dalla linea Lione-Torino alla Marsiglia-Genova. Figurarsi, ha chiarito ieri il ministro delle Infrastrutture: «Se non si fa in Val di Susa la Tav non si può fare nemmeno in Liguria, perché i francesi sono già arrivati a Lione, che sta in su, e non credo che tornino giù, a Marsiglia, per fare un favore a noi».
A tentare un minimo di chiarezza sulle sorti del Terzo Valico ieri è stato il parlamentare ligure dell’Udc Vittorio Adolfo, che con un’interpellanza sollecita il pignolo Tps a firmare il decreto ministeriale per l’utilizzo delle risorse per l’alta velocità Milano-Genova e ad autorizzare l’emissione dei bond. Dai soldi che non ci dovevano essere e invece ci sono a quelli che c’erano e non ci sono più, da segnalare che fra i tagli previsti dal governo quello di 80 milioni all’Iit per il 2007 è l’unico in tutta Italia, insieme a un taglio di 70 milioni di rimborsi alla cassa depositi e prestiti per forniture delle amministrazioni statali. Un triste primato che continua a far discutere. Ieri il vicepresidente della Regione Massimiliano Costa ha spiegato che sì vabbè, c’è il segno meno su 80 milioni, però l’Iit in cassa ne ha 360, quindi «in tempi di ristrettezze è un sacrificio tecnico che possiamo fare». Facendo molto infuriare il capogruppo di Forza Italia Luigi Morgillo: «Tutti tirano la giacca al governo, noi invece la molliamo. Di questo passo ci toglieranno i fondi per tutto».
Paola Setti