Di Pietro: Caliendo, Fini voti la sfiducia E lui fa sapere: ho le idee chiarissime

Tonino sfida il presidente della Camera dopo la rottura con il Pdl e Berlusconi. "Sfido Fini, ci faccia capire se davvero la sua è una battaglia in nome
della legalità o se è solo una furbata. Ci aspettiamo che i finiani
votino con noi e il Pd la mozione di sfiducia nei confronti del
sottosegretario". Caliendo: "Su di me ancora mistificazioni". Matteoli: "Non usare le dimissioni solo quando fa comodo". Il "finiano" Lo Presti: "Assurdo votare la sfiducia". E intanto si riunisce il gruppo dei finiani al Senato

Roma - "Sfido fini, ci faccia capire se davvero la sua è una battaglia in nome della legalità o se è solo una furbata. Ci aspettiamo che i finiani votino con noi e il Pd la mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario Caliendo". E' quanto afferma in un'intervista pubblicata da 'Il Fatto Quotidiano', il leader dell'Italia dei Valori, on Antonio Di Pietro che aggiunge: "Rivolgo un appello a Fini e a Bersani per un voto di sfiducia al governo Berlusconi. Ma è un accordo che dura il tempo di un battito d'ali, dopodiché ognuno torna nella sua identità ideologica". Secondo il presidente dell'IdV poi si andrebbe "alle elezioni, noi nel centrosinistra e lui nel centrodestra". Sull'elezione dei membri laici del Csm, Di Pietro lancia una frecciata al Pd: "Ha dimostrato ancora una volta di essere un partito fatto di ammiccamenti, di speculazioni. Il Pd non è né carne né pesce e questo ci impone di creare un'alternativa, non possiamo aspettare che si sveglino". Ma iL leader Idv è contrario ad un governo di transizione perché "é un'ammucchiata generale a cui non parteciperemo perché non crediamo a coalizioni trasversali che durano un anno o un giorno. Serve giusto quel battito d'ali per far finire il governo Berlusconi, serve il voto dei finiani". "Se, invece - conclude - continuano a votare il ddl sulle intercettazioni, le mancate autorizzazioni a procedere o la fiducia a Caliendo, allora no. Di un Berlusconi in miniatura non ne abbiamo bisogno", chiosa "ci serve un partito della legalità, non dell'ipocrisia".

Il portavoce di Fini "Su Caliendo il presidente Fini ha le idee chiarissime e le discuterà con il suo gruppo un attimo prima dell'eventuale voto sulla mozione di sfiducia", replica alle affermazioni di Di Pietro il portavoce del presidente della Camera, Fabrizio Alfano.

Caliendo: "Mistificazioni su di me" "Il giornale la Repubblica persevera nell'azione di disinformazione e di aggressione nei miei confronti, pubblicando, oggi, asseriti pezzi del verbale del mio interrogatorio non corrispondenti al vero e in diversi punti completamente inventati. Verbale di cui, peraltro, riceverò solo domani la copia. E' un ennesimo episodio che prova in modo palese la violazione di regole deontologiche e la commissione di specifici reati, riportando virgolettate mie dichiarazioni mai rese". Lo sottolinea, in una nota, il sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo preannunciando il ricorso ad azioni legali. "E' triste dover registrare, dopo aver dedicato moltissimi anni alla correttezza professionale e dei comportamenti dei liberi professionisti, compresi i giornalisti, che qualcuno - aggiunge Caliendo - possa tradire la propria professione per supportare, anche con falsità, una lotta politica". "A questo punto - conclude Caliendo - darò mandato ai miei legali di tutelare la mia onorabilità e perchè i responsabili del comportamento di oggi e di altri nelle ultime settimane ne rispondano in sede giudiziaria e così agirò se dovesse proseguire questa azione di mistificazione della realtà dei fatti e di strumentalizzazione".

Matteoli: non usare le dimissioni solo quando fa comodo "Non si può usare l'istituto delle dimissioni quando fa comodo e poi non tenerne conto in altre circostanze". Lo ha detto oggi, a Cortina d'Ampezzo, il ministro delle infrastrutture, Altero Matteoli, rispondendo ad una domanda sulla richiesta di dimissioni del sottosegretario alla giustizia, Giacomo Caliendo "E' una riflessione - ha proseguito Matteoli, intervenendo ad un dibattito di 'Cortina Incontra' - che dobbiamo fare tutti. La faccia l'onorevole Fini così come la facciamo tutti noi. Le dimissioni vengono invocate quando c'é qualche avversario politico. Poi, quando tocca a noi, l'istituto viene considerato diversamente. Questo è da sottolineare, è un atteggiamento un po' curioso". In merito all'accoglimento o meno della richiesta di dimissioni di Caliendo, Matteoli si è limitato a far osservare che "il parlamento ha l'obbligo di votarla".

Il finiano Lo presti: "Assurdo votare la sfiducia" "Attendo di capire quali siano le reali intenzioni di Fini a proposito della sfiducia o meno nei confronti del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo. Personalmente ho avuto modo di lavorare con lui in commissione per molto tempo e devo dire che ho avuto modo di apprezzare le qualità di questa persona anche da un punto di vista umano. Sarebbe assurdo votare la sfiducia nei suoi confronti". Il deputato finiano Nino Lo Presti commenta così il dibattito che si è aperto sulla possibilità che venga sfiduciato Giacomo Caliendo perché indagato nella vicenda P3. "Mi sembra poi veramente prematuro - aggiunge Lo Presti - parlare di sfiducia quando una persona è soltanto iscritta nel registro degli indagati. Credo che su questa vicenda dovremmo meditare tutti quanti un po' di più. Mi auguro davvero che Caliendo non venga sfiduciato".

Intanto si riunisce il gruppo finiano al Senato Domani alle 14.30, a quanto si apprende, si terrà una riunione dei senatori finiani con all'ordine del giorno la creazione del nuovo gruppo 'Futuro e Liberta' per l'Italià, che potrebbe essere formalizzato tra domani e dopodomani. Nella riunione di domani dovrebbe essere, tra l'altro, messo a punto il documento con le dimissioni dal gruppo del Pdl. Una volta formato il gruppo come per la Camera dovrebbe venire nominato un coordinatore provvisorio. I dieci senatori del nuovo gruppo dovrebbero essere: Candido De Angelis; Maria Ida Germontani; Giuseppe Valditara; Maurizio Saia; Mario Baldassarri; Francesco Pontone; Pasquale Viespoli; Giuseppe Menardi; Egidio Digilio e Barbara Contini.