Di Pietro colto sul fatto: ora parli

Perché negò l’incontro? Perché quegli scatti sono stati occultati per
anni? Perché non avvertì il suo capo, Borrelli? E ancora: perché Tonino
fu salvato dall’attentato e Borsellino invece no? Che cosa è stata
davvero Mani pulite?

Non ci nascondiamo dietro a un dito. Bravo Ferruccio de Bortoli che col Corriere della Sera ha fatto un bel lavoro giornalistico, pubblicando una paginata sulla storia di Di Pietro a cena con Contrada e un gruppo di agenti segreti americani. Non solo. Ha corredato l’articolo con una foto in cui si vedono a tavola i signori commensali, e il loro volto è ben distinguibile. Sul fatto in sé, quindi, c’è poco da eccepire.
Rimane da comprenderne il senso. E qui il Corriere, in mancanza di riscontri, si limita a sollevare interrogativi cui a Di Pietro converrebbe rispondere, se non altro per fugare i dubbi che aleggiano sul suo testone. Il principale dei quali è il seguente: non sarà che Mani pulite fu organizzata a tavolino per distruggere la Prima Repubblica, con annesso pentapartito, per assecondare interessi anche internazionali, cui non erano estranei gli Stati Uniti?

(Puoi leggere l'editoriale del direttore Vittorio Feltri sul Giornale in edicola)