Di Pietro: "Corretto tentativo truffaldino"

Roma - "Il Consiglio dei ministri ha riparato ad un evidente errore. Ma che sia stato solo un errore io non ci credo ed è difficile crederci. Ritengo che sia stato qualcosa in più e cioè il tentativo truffaldino di indurre in errore le istituzioni con artifici e raggiri nottetempo. Con l'aggravante del nottetempo...". Antonio Di Pietro esce a piedi da Palazzo Chigi dopo l'approvazione da parte del governo di un decreto legge di un solo articolo che cancella il contestato "comma Fuda" la modifica dei termini di prescrizione degli illeciti amministrativi finita nella Finanziaria 2007. Il ministro delle Infrastrutture esprime soddisfazione perché "finalmente il governo ha posto riparo" a quello che definisce "non un errore ma un tentativo truffaldino" di raggirare le istituzioni. È stato varato un decreto legge che annulla il comma Fuda come avevamo chiesto noi. Con un solo rigo il comma è stato abrogato. Il comma è stato eliminato, ma l'autore è ancora ignoto", attacca il ministro che aveva subito contestato duramente il provvedimento.

La sinistra plaude all’iniziativa del governo di fare retromarcia sulla sanatoria per i reati contabili. Ma non mancano gli imbarazzi in seno alla maggioranza e critiche per come sono andate le cose, soprattutto in merito ai tempi con i quali l’Esecutivo ha posto rimedio alla brutta figura. “Apprezzo la decisione del governo di annullare immediatamente, con il decreto legge, il famigerato comma sulla responsabilità contabile. La apprezzo ma non la ritengo sufficiente”. A parlare in questo modo è il senatore dei Ds, Cesare Salvi. “Il centrosinistra se vuole recuperare rapidamente il suo rapporto con la società, deve dare risposte chiare, immediate e conclusive”.

Soddisfatto il segretario dello Sdi, Enrico Boselli: “Si è posto rimedio a un errore che è innanzitutto di metodo e che consiste nell'aver inserito maldestramente una questione assai complessa e delicata nel maxiemendamento. A prescindere dalla sostanza del provvedimento, in casi come questi il Parlamento deve avere la possibilità di discutere”.

A sottolineare la velocità con cui Palazzo Chigi ha rimediato al proprio errore è Franco Monaco (Margherita): “Tempo una settimana, il governo ha già cancellato la norma sui reati contabili, che dunque mai è entrata né mai entrerà in vigore. Ciononostante, sfidando il ridicolo, puntuale si è levato il coro dei sepolcri imbiancati della Cdl contro i colpi di spugna”.

Ed è molto polemico nei confronti dell’opposizione di centrodestra il commento del capogruppo di Rifondazione in Senato, Giovanni Russo Spena: “Il decreto del governo sui reati amministrativi che corregge l'errore in finanziaria dovrebbe finalmente zittire quanti nei giorni scorsi e in queste ore hanno gridato allo scandalo”. Ma le polemiche sono destinate a non concludersi tanto velocemente.