Di Pietro "dimentica" le accuse a Gianfranco

Ahi ahi ahi Tonino. Sarà stata la foga giustizialista o l’ansia da forcaiolo, ma sta di fatto che il leader dell’Italia del Valori nel suo accorato intervento alla Camera dei deputati di mercoledì scorso si è dimenticato di citare qualche passaggio particolarmente pesante contro il presidente di Montecitorio Gianfranco Fini. Ieri il sito di gossip Dagospia ha pubblicato la versione integrale del discorso che l’ex pm aveva predisposto. Ma ascoltando l’intervento in aula e confrontandolo con il testo pubblicato sul sito (e mai smentito) saltano all’occhio subito due grandi lacune. Poco dopo il passaggio su Mills e la magistratura corrotta - uno di quelli che più ha fatto sbottare il Cavaliere, tanto che per la prima e unica volta il premier Silvio Berlusconi si è rivolto (inutilmente) al «dissidente» perché bacchettasse l’ex pm per lo sproloquio di insulti - di Pietro ha detto: «Non chieda a noi dell’Italia dei Valori di darle il voto di fiducia». Poi, secondo la versione testuale di Dagospia Di Pietro avrebbe dovuto aggiungere: «Lo chieda ai parlamentari di Futuro e Libertà che finalmente si sono resi conto con chi avevano e hanno a che fare ma non trovano, o non hanno ancora trovato, il coraggio di dissociarsi dal macigno immorale che Lei rappresenta. Lo chieda al presidente Fini che nel suo discorso estivo a Mirabello ha detto esattamente (ed anzi di più) delle cose che sto dicendo io e ancora indugia a staccare la spina, passando, suo malgrado, da vittima a complice delle sue malefatte!». Questi due passaggi sono praticamente «spariti» dal discorso riportato e non smentito da Dagospia. E solo l’ex pm sa il perché.