Di Pietro gela il congresso Dc: in galera i democristiani cattivi

L’ex pm: «Ho arrestato molti della Balena bianca voi siete la parte buona»

Anna Maria Greco

da Roma

Sono in molti a voler rifare un Grande Centro, ma Giuseppe Pizza ha dalla sua nome e simbolo della Balena Bianca, conquistati dopo 12 anni di contenzioso.
Così è lui a potersi permettere di celebrare a Roma il XX Congresso nazionale della Democrazia cristiana. Quello che dovrà decidere da che parte stare. Alle ultime elezioni l’allora Dc-Lista consumatori ottenne, in sole 4 circoscrizioni e senza campagna elettorale, 75mila voti alla Camera e 73mila al Senato e fu determinante per la vittoria dell’Unione. Ma ora che Pizza riceve nello studio di De Gasperi a piazza del Gesù, sale il prezo e aumentano i dubbi sulla scelta fatta. La prima proposta del segretario Dc è una lista comune alle elezioni europee del 2009 per tutte le forze d’ispirazione cattolico-democratica. Molte critiche, poi, alla legge elettorale.
Che il nome Dc e il simbolo Scudocrociato (da solo varrebbe il 3 per cento dei voti) facciano gola a molti nei due poli lo dimostra l’affollamento di vip della politica. In prima fila siede il premier Romano Prodi, che ringrazia per il contributo «generoso e gratuito» dato alla sua vittoria e promette che in futuro ne terrà conto. Al suo fianco Angelo Rovati, per molti il regista del nuovo partito, spiega che il progetto Dc è «legato» a quello del Partito democratico. Dice il contrario l’Udeur Mauro Fabris, disponibile a rafforzare con la Dc il Ppe italiano. Il ministro della Giustizia e leader dell’Udeur Clemente Mastella, non c’è, ma in un messaggio a Pizza avverte che la Dc «non può essere riproposta, ma reinterpretata». Il leader dell’Italia dei valori e ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro è con Leoluca Orlando. Da ex pm di Mani pulite precisa: «Ho fatto arrestare la parte cattiva, ora sono qui per quella buona». Protestano l’Udc Carlo Giovanardi e l’azzurra Chiara Moroni, il cui padre si suicidò per Tangentopoli.
Per la Cdl al Congresso ecco il coordinatore di Fi Sandro Bondi e il capogruppo di An alla Camera Ignazio La Russa. Contano sulla frase detta da Pizza, sul sostegno all’Unione: «Non ci aspettavamo che la coalizione risultasse così schiacciata sulle posizioni dell’estrema sinistra». Il nuovo partito non servirà a Prodi, per Gianfranco Rotondi, segretario di una Dc, quella «per le Autonomie», schierata con la Cdl. Mentre l’Udc Maurizio Ronconi parla di «congresso-fantasma». Bondi attacca Rovati: «Forse, da consigliere economico è diventato consigliere politico del premier. Piccola differenza, vista l’attitudine di confondere affari economici e affari dello Stato». Arriva il messaggio sul dialogo del presidente del Senato, Franco Marini. Tra i vecchi dc, ecco il senatore a vita Emilio Colombo, Clelio Darida, Enzo Scotti. E il segretario di Rifondazione Dc, Publio Fiori, che si augura la nascita di «un grande partito di centro, che unifichi le anime della Dc». Di centro sì, ma a destra o a sinistra?