Di Pietro grida sempre alla censura Ma è lui il re dei presenzialisti tv

Tonino, che si atteggia a vittima del "regime" berlusconiano, è invece
il politico più visto in televisione dagli italiani: dominatore incontrastato nei talk show della Rai. E subito dopo di
lui il finiano Bocchino. I dati in uno studio dei radicali consegnato al Quirinale

Roma - In pieno putiferio contro i «comizi» (copyright del presidente Rai Garimberti) di Berlusconi in tv, il leader radicale Marco Pannella sale al Quirinale e denuncia - carte alla mano - la «comunicazione violenta del potere».

Quando Giorgio Napolitano leggerà il dossier che Pannella gli ha portato, fitto di dati e statistiche (elaborati dal Centro d’ascolto dell’informazione televisiva), avrà forse una sorpresa: sapete chi è il politico più assiduamente presente nelle cosiddette trasmissioni di approfondimento politico, e nelle fasce di massimo ascolto, quello che più spesso gli italiani si vedono spuntare a sera dal video di casa? Antonio Di Pietro.

Proprio lui, il Masaniello anti «regime», il grande castigatore (un po’ oscurato oggi dall’urlatore Grillo) che ogni giorno tuona contro la tv asservita al Cavaliere e che giusto ieri denunciava con toni altamente indignati l’«occupazione di cinque televisioni» da parte del premier e le «bugie a reti unificate» di Berlusconi. E che, nel frattempo, si metteva d’accordo con Bruno Vespa per occupare la massima ribalta pre-elettorale dei prossimi giorni: sarà lui, infatti, l’antagonista di Berlusconi nella puntata di mercoledì di Porta a Porta, alla vigilia dei ballottaggi. Antagonista solo virtuale e a distanza, visto che si tratterà di due interviste separate, ma tant’è: visto che Pierluigi Bersani ha declinato l’invito a fare da spalla al premier («Non è Berlusconi a fare la mia agenda»), l’offerta è stata girata a Tonino, che ha immediatamente accettato.

Servirà a far ulteriormente lievitare le statistiche offerte ieri dai Radicali a Napolitano: l’incrocio tra dati sulle presenze dei politici nei salotti tv e dati Auditel sull’ascolto delle relative trasmissioni, ha consentito di stilare una graduatoria piuttosto inaspettata dei politici cui è stata offerta la massima audience tv. Risultato? «Il primatista assoluto è Di Pietro», spiega Pannella. Lo studio prende in considerazione otto trasmissioni Rai, nel periodo marzo 2010-maggio 2011: Porta a porta, Ballarò, Annozero, L’ultima parola, In 1/2 ora, Che tempo che fa, Telecamere e Agorà. Di Pietro, presente per 29 volte, totalizza 107 milioni di ascolti (poco meno della metà ad Annozero, 42 milioni). La medaglia d’argento? Se la aggiudica un altro grande oppositore del premier, Italo Bocchino, con 93,3 milioni di ascolti (trasmissione più generosa Ballarò). Terzo posto al ministro della Difesa La Russa, con 90,1 milioni di ascolti (soprattutto a Porta a porta). Quarto e quinto sono altri due esponenti della maggioranza: Maurizio Lupi (83,6 milioni) e assai staccato Roberto Cota (69,3). Seguono Pier Ferdinando Casini (58,1) e - buon settimo - Pier Luigi Bersani (52,7). Ancora a scendere Rosy Bindi, Matteo Renzi, Nichi Vendola, Angelino Alfano. Fuori gara Berlusconi, che non compare in quelle trasmissioni. E fuori gara pure Marco Pannella, che nei salotti tv esaminati ha totalizzato zero inviti. «La scelta - denuncia lui - viene fatta solo all’interno del regime, nei suoi vari gradi». E il più interno al regime, è il sottinteso, è proprio l’onnipresente Di Pietro. Il quale infatti, in privato, si lamenta solo di una testata che a suo dire lo tratta male; e che invece di lui «segue sempre Bersani»: il Tg3, guarda caso appaltato al Pd nella lottizzazione Rai.

Resta da analizzare se tanti ascolti abbiano poi giovato alla causa dipietrista: a giudicare dai risultati elettorali pessimi, si direbbe di no.