Di Pietro incontra Berlusconi Bersani s'infuria: è subito rissa

Forte del record ottenuto alla Camera ieri, il premier rilancia l'azione di governo e chiede all'opposizione di fare la sua parte. Poi si intrattiene in un lungo colloquio con Di Pietro che gli lancia la sfida per avere il suo appoggio: nell'agenda economia e giustizia. Poi lancia una stoccata al Pd: "Bisogna cominciare subito a costruire
l’alternativa". E dà a Bersani l'ultimatum affinché convochi tutta l'opposizione, ma lui replica: "L'alternativa sta nel Paese". E l'ex pm si spazientisce

Roma - Succede tutto in una giornata. Forte del record ottenuto alla Camera ieri, il premier Silvio Berlusconi si presenta davanti ai deputati per rilanciare l'azione di governo. I numeri li ha, l'opposizione non può farci niente. E, proprio quando la sinistra sembrava ricompattarsi attorno alla vittoria incassata alle amministrative, ecco le prime crepe nella coalizione. E' ancora una volta il laeder dell'Idv Antonio Di Pietro a sfidare il piddì Pier Luigi Bersani invitandolo a realizzare subito quell'alternativa che da mesi sbandiera ai quattro venti. 

Avrebbe dovuto essere un intervento contro il governo, in piena verifica di maggioranza. Invece, Di Pietro ha preso la parola in Aula a Montecitorio e il suo discorso è stato tutto rivolto all'opposizione e, in particolar modo, a Bersani. "Bisogna cominciare subito a costruire l’alternativa - ha esortato l'ex pm - comincia tu, amico Luigi, perché spetta a te il dovere, l’onore e l’onere di convocarci". D'altra parte era stato proprio Berlusconi a ricordato, in mattinata, che in parlamento esistono tre o quattro opposizioni. Per questo, Di Pietro ha cercato la sponda di Bersani per sfidare il Cavaliere su questo campo: "Altrimenti ci limiteremmo a chiedere il voto ai cittadini come plebiscito positivo o negativo sull’attività di governo di Berlusconi". "I cittadini - ha ricordato il leader dell'Idv - hanno già detto alle amministrative e ai referendum che c’è una delusione, una divaricazione tra la maggioranza numerica di questo Parlamento e quella reale del paese. Siccome difficilmente questo governo si schioderà, abbiamo due anni per costruire l’alternativa ma dobbiamo cominciare subito".

Programma, coalizione e leadership. Questi i punti messi all'ordine del giorno da Di Pietro. Punti fondamentali per l'ex pm al fine di evitare "salti nel buio". "Non me la sento di dire ai cittadini di votare un leader senza dire dove mi porta - spiega Di Pietro - magari un oscuro premier che parla bene e affabula tanto, ma non so se ha in capo un mondo liberale, di economia basata sulla libera concorrenza, sulla meritocrazia, sull’efficienza del servizio pubblico".

Quello che vuole Di Pietro è una risposta concreta. Risposta che tarda ad arrivare da Bersani, braccato dalla sinistra radicale guidata da Nichi Vendola e sempre più tentato dai centristi del Terzo Polo. Per questo l'ex pm sfida anche Berlusconi: "Ha chiesto che l’opposizione gli dia una mano. Bene presidente del Consiglio, io la sfido". E fa l'elenco: portare dal 12,5 al 20 per cento la tassazione delle speculazioni finanziarie; riformare la giustizia per farla funzionare; eliminare il reato di immigrazione clandestina. Un bluff? O l'ennesima boutade? Non si sa. E' certo che la sparata di Di Pietro arriva qualche minuto dopo un lungo e quanto mai insolito colloquio tra i banchi della Camera con Berlusconi. Terminata la prima parte della seduta il premier si è, infatti, fermato in Aula salutando alcuni parlamentari del Pdl. Subito dopo il Cavaliere si è avvicinanto al tavolo delle commissioni, esattamente di fronte ai banchi del governo, e ha salutato Di Pietro che era seduto al tavolo. I due si messi vicini all’estremità del tavolo e si sono parlati a lungo. Berlusconi ha gesticolato in maniera evidente mentre il leader dell’Idv lo ascoltava. Tra i due anche qualche sorriso.

Per ora non è dato di sapere che cosa si siano detti i due politici. Bersani si è limitato a chiosare con un "non soffro di gelosia, beato lui...". Ma non riesce a nascondere la propria stizza. Tanto che, dopo aver assicurato che di riunioni ce ne saranno eccome, ha spiegato che "l'alternativa sta nel Paese, in una riscossa civica e morale che riesca ad affrontare i problemi davanti". Ma Di Pietro sembra essersi stufato di aspettare e preme il leader del Pd perché dalle parole passi ai fatti.