Di Pietro: "Malpensa non sconti i mali di Alitalia"

Le linee guida per i prossimi tre anni non sono piaciute ai sindacati, preoccupati da tagli ed esuberi. Una preoccupazione condivisa anche dal ministro Di Pietro: "Giusto ampliare Fiumicino, ma non a scapito dello scalo lombardo". Un piano per sopravvivere. Formigoni: "Attacco politico del governo al Nord"

Roma - Addio all'hub di Malpensa, tagli ad aerei e personali, aumento di capitale nei prossimi mesi. Ecco le linee guida del "piano Prato" su Alitalia che sono destinate a fare discutere. A cominciare dai ministri. Mentre Alessandro Bianchi, ministro dei Trasporti, considera il piano "un buon lavoro preparatorio in vista della vendita", Antonio Di Pietro, alle Infrastrutture, ribatte critico: "Non dobbiamo fare scontare a Malpensa i mali di Alitalia".

"Giusto ampliare Fiumicino, ma non a scapito di altri" Di Pietro ha accolto l'allarme lanciato dal presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, preoccupato dalla decisione di ridimensionare lo scalo di Malpensa. "La cosa certa - ha spiegato il ministro - è che il vettore è una cosa mentre lo scalo è un altro". Secondo Di Pietro, "è giusto ampliare Fiumicino, potenziando magari anche degli scali del Sud ma tutto questo non deve andare a scapito di Malpensa, sarebbe un salto logico senza senso anche perchè l’aeroporto milanese è diventato in questi anni un vero polo di eccellenza". Al di là del riposizionamento di Malpensa, Di Pietro ritiene il piano approvato ieri "necessario. Intervenire per ridurre le spese morte è un fatto positivo".

Formigoni: "Attacco politico del governo al Nord" "È un attacco politico del governo nei confronti del Nord ed una discriminazione anche dal punto di vista tecnico perchè il governo, tramite Alitalia, discrimina un hub, Malpensa, che ha tutte le caratteristiche tecniche per essere servito pienamente dalla compagnia di bandiera, anzi per crescere a seguito di tutti gli investimenti fatti da Sea". Il presidente della Regione, Roberto Formigoni, commenta così il piano industriale presentato oggi dal consiglio di amministrazione di Alitalia. 

Ennesimo ridimensionamento Ma se nei commenti dei ministri si avverte un sottofondo di ottimismo, lo stesso non si può dire ascoltando le parole dei sindacati. Mauro Rossi, segretario nazionale di Filt Cgil è polemico: "Il nuovo piano industriale di Alitalia è l’ennesimo ridimensionamento della compagnia di bandiera". "La situazione attuale - prosegue Rossi - dipende sicuramente dagli errori del passato. Sul banco degli imputati c’è la politica e una serie di manager messi lì dalla politica, che hanno praticamente dissolto il patrimonio industriale di Alitalia".

Rosati (Cgil): "Malpensa ne esce indebolita" E un tono simile si scorge anche nel commento di Walter Galbusera, segretario generale della Uil Lombardia: "L’Alitalia ha fatto delle scelte di cui bisogna prendere atto e agire di conseguenza: deve ridiscutere gli slot al Nord. Se non è in grado di garantire il volume di attività, allora che ne paghi il prezzo: lo spazio che viene lasciato deve poter essere occupato da altre compagnie". Stessa opinione di Onorio Rosati, segretario della Cgil di Milano, che ritiene che il piano "sembra andare proprio contro il potenziamento delle infrastrutture lombarde che da anni il Nord sta chiedendo. Con le scelte del piano dell’Alitalia, Malpensa viene indebolita".