Di Pietro: "Il Nord ha un disagio reale"

Il leader dell’Idv: "Io sono molisano-lombardo, ma il malessere non va strumentalizzato"

da Roma

Ministro Antonio Di Pietro lei è molisano, ma un pezzetto di cuore l’ha lasciato anche a Milano?
«Molto più di un pezzetto di cuore. Io sono molisano-lombardo».
Quindi, anche lei ha sentore del disagio che avverte tutto il Nord, amplificato dalla vicenda Malpensa-Alitalia?
«Innanzitutto distinguerei i due fenomeni. Sul disagio del Nord, certo che lo avverto. Ma un conto è avvertire un problema, un conto è amplificarlo in chiave strumentale. Perchè è proprio questo quello che penso. Di fronte ad un disagio realmente sentito si sovrappone una strumentalizzazione che certo non agevola la soluzione dei problemi, e punta sulla piazza per amplificare il fenomeno. Invece, di fronte a problemi seri, ci vuole una maggiore responsabilità. Non cercare la piazza».
E sull’Alitalia? Non pensa che le scelte fatte, che coinvolgono anche Malpensa, finiscano per amplificare il disagio?
«L’altro giorno ho partecipato al consiglio dei ministri. Lì ci è stata fatta un’informativa su tutta la vicenda. Poi, come ministro delle Infrastrutture, ho ricevuto documentazione aggiuntiva. Sulla quale c’è stato chiesto l’obbligo della riservatezza. Ne consegue che su Alitalia ho un obbligo giuridico alla riservatezza. Quindi, non parlo».
Lei fa parte di un governo che, sulla carta, non ha più la maggioranza al Senato...
«Si riferisce alle mosse di Dini?»
Si.
«Le posso risponde in dipietrese?».
Certo.
«Dini sta cercando di fottere, alla fine sarà fottuto».
Prego?
«Sta approfittando della situazione per avere un ritorno politico personale, alle spalle di altri. Ma non credo che gli riuscirà. Anche perchè non è corretto».
Eppure le critiche di Lamberto Dini alla Finanziaria sono condivise da organismi internazionali e non solo...
«Sarà pure. Ma lui fa un discorso del tipo: hai Ursula Andress e dici che volevi Carla Bruni. Non si fa mica così! In più, non credo che i suoi siano giudizi disinteressati. Credo abbia intenzione di trovare un proprio spazio politico».
Operazione legittima. In più, non sarebbe la prima volta. Già in questa legislatura ci sono casi analoghi di cambi di schieramento...
«Sulla legittimità non sono d’accordo. Personalmente non condivido quel che sta facendo. Non lo trovo corretto. Secondo me, ci sta marciando».
In che senso?
«Lui vuole scomporre e ricomporre maggioranze. Ma se questo può e deve avvenire, potrà e dovrà avvenire dopo le elezioni. Non prima».
E quando ci saranno le elezioni?

«Mi impegno a dirglielo subito dopo la proclamazione dei comizi elettorali».
Così sono bravi tutti...
«E cosa vuole che le dico. Che ne so? Ci vorrebbe la palla per saperlo. Ed io la palla non ce l’ho».