Di Pietro perde pezzi e Veltroni lo incalza: "Da lui niente lezioni"

Il parlamentare di colore Touadi scarica l'ex pm e passa col Pd. Il premier ombra: "Aveva preso un impegno sul gruppo unico". Il transfuga: "Non avrei mai potuto rompere con il sindaco di Roma"

Roma - O me o Tonino: scegli. Deve avergli detto il leader del Partito Democratico. Touadi sceglie Walter, ovviamente, e passa nel gruppo del Partito democratico. Impossibile per lui restare con Antonio Di Pietro mentre il suo mentore politico, Veltroni appunto, consuma una rottura definitiva con il leader dell’Italia dei Valori.
"Da Di Pietro non prendo lezioni di etica o di correttezza. - avverte Veltroni - Avevamo detto che avremmo fatto un gruppo unico e poi ha cambiato idea. Ma un impegno preso va sempre rispettato".

Oltretutto, rincara Veltroni, gli attacchi pesantissimi lanciati dal palco da Beppe Grillo e Sabina Guzzanti contro Giorgio Napolitano, il Papa e lo stesso Veltroni sono stati "un grande regalo a Silvio Berlusconi".
Il No cav day dunque continua a mietere vittime. Non cadono però quelli che avrebbero dovuto essere i bersagli della manifestazione promossa in piazza Navona dall’ex magistrato ma chi fino al giorno prima l’aveva sostenuta. E l’Italia dei Valori si sta trasformando nell’Italia dei dolori... di pancia. Qualcuno li sopporta e stringe i denti. Altri no. Come Jean-Leonard Touadi, impegnato da anni sul fronte dell’integrazione. Il politico, nato in Congo 49 anni fa, ex assessore alla sicurezza nella giunta romana del sindaco Veltroni, docente universitario, uomo affabile e sempre molto contenuto nei toni non se la sente più di condividere le scelte estreme dell’Idv.

Il primo deputato di colore della Repubblica italiana infatti spiega che avrebbe voluto "una più netta presa di distanze dalle parole pronunciate contro il presidente della Repubblica contro il Partito democratico e, da cattolico praticante quale sono, contro il Papa".
Insomma le oscenità urlate dal palco da Sabina Guzzanti gli hanno dato fastidio ma la cosa peggiore è che Di Pietro non si è affrettato a condannarle. Poi la netta presa di posizione da parte di Veltroni ha messo Touadi di fronte ad un muro sia per i suoi rapporti personali con l’ex sindaco di Roma sia per una questione di scelte politiche.
Così Touadi ha preso carta e penna ed ha scritto la sua lettera di addio a Di Pietro ed all’Italia dei Valori. "In questi giorni ho vissuto una profonda contraddizione tra alcune mie profonde convinzioni e le posizioni che sta assumendo il partito" spiega Touadi, precisando che di fronte agli attacchi lanciati dal palco contro Napolitano, Benedetto XVI e lo stesso Veltroni si sarebbe invece aspettato "una più netta presa di distanza" da parte di Di Pietro.
Anche dal punto di vista politico generale Touadi ritiene che "la rottura che si sta profilando tra Idv e Pd" non sia "un bene per questo Paese" e si dice pure "convinto che l’alleanza con il Partito Democratico sia imprescindibile", ricordando che "al momento della scelta di non confluire in un gruppo parlamentare unico avevo avuto qualche perplessità".

Insomma il progressivo allontanamento e la volontà di differenziarsi dal Pd da parte di Di Pietro hanno messo pesantemente in imbarazzo Touadi. "Per me una rottura totale con Veltroni non è sostenibile: politicamente esisto perchè lui mi ha voluto al Comune di Roma", ricorda.