Di Pietro processa il premier: continua a commettere errori

da Roma

Il giorno di Santo Stefano, Antonio Di Pietro non vuol parlare di indulto. Ma durante quello di Natale dice alla radio quello che pensa sull’argomento. «Con tutto il rispetto per Prodi - commenta ai microfoni del Gr1 - non possiamo condividere quello che sostiene, quando dice che rifarebbe sia la Finanziaria sia l’indulto. Noi dell’Italia dei Valori crediamo che non ci sia peggior errore che la recidiva nelle decisioni sbagliate qual è stato senz’altro l’indulto».
Frasi pesanti, ministro, non trova?
«Non voglio alimentare alcuna polemica. La mia era una presa d’atto. Comunque, di questi argomenti non voglio parlare nel giorno di Santo Stefano. Proviamo a rispettare il primo martire della Storia della Chiesa».
Già, ma a Natale...
«A Natale ho detto quello che penso. Cioè, che in estate centro destra e centro sinistra si sono messi d’accordo per fare l’indulto. E l’Italia dei Valori è contraria a questa formula. Per questo restiamo nella maggioranza per evitare che vengano commessi nuovamente errori di questo tipo».
Con la legge finanziaria, però, il governo ha perseverato nell’errore con la norma sulle prescrizioni dei reati contabili...
«Sto venendo a Roma proprio per partecipare al consiglio dei ministri che varerà un decreto legge per abrogare quella norma. E ci vengo anche molto volentieri. La scelta di convocare un consiglio dei ministri il 27 dicembre dimostra come il governo voglia subito intervenire per correggere un’azione truffaldina...».
Scusi ministro, ma la norma è stata introdotta con il maxiemendamento alla Finanziaria, firmato dal ministero dell’Economia. Definirla un’azione truffaldina...
«Ripeto. È stata un’azione truffaldina in quanto quella norma è stata inserita da qualcuno senza che nessuno glielo abbia chiesto. Una “manina” l’ha infilata nel maxiemendamento tradendo la fiducia di chi gliel’aveva data. Per questo, noi dell’Italia dei Valori abbiamo chiesto che venga individuata questa “manina”. Abbiamo chiesto un’inchiesta».
Non trova anomalo che la settimana scorsa abbiate votato la fiducia sulla Finanziaria ed ora il Consiglio dei ministri vara un decreto per correggerla?
«L’importante è che il governo sia subito corso ai ripari per correggere l’errore. E il consiglio dei ministri fra Natale e Capodanno è la prova concreta di questa volontà. Anche perché si tratta di errori che dequalificano l’operato della maggioranza».
Scusi ministro, ma a proposito dell’operato della maggioranza, la Finanziaria contiene anche un condono previdenziale. Misure che avete sempre criticato...
«Non è un condono, bensì una misura per far emergere il lavoro nero. Chi opera in nero froda il fisco e lo Stato. Quello della Finanziaria è un intervento destinato a far emergere proprio chi evade. Per queste ragioni, non è un condono».
Insomma, polemica chiusa con Prodi sia sull’indulto sia sulla prescrizione...
«Personalmente ritengo chiusa la polemica. Ma non si può pensare che se si tira un sasso nello stagno poi l’acqua resti ferma. La polemica è chiusa, ma il danno è stato fatto».