Di Pietro ricorre ai pm: Berlusconi continua a comprare parlamentari

La denuncia documentata anche all'autorità giudiziaria: depositate due notizie di reato, la prima il 10
dicembre 2010, l’altra il 13 dicembre 2010. L'ex pm chiede alla magistratura di intervenire

Se un parlamentare del Pdl passa ai futuristi di Gianfranco Fini o ai centristi di Pier Ferdinando Casini, piovono gliapplausi e i complimenti da un'opposizione che spera in continuazione che a Silvio Berlusconi venga a mancare alla Camera o al Senato la maggioranza. Invece, se un parlamentare di qualsiasi partito decide di passare tra le file del Popolo della Libertà, ecco che il centrosinistra lo sbrana, lo insulta e subito parla di "compravendita di maiali". L'espressione alquanto colorita era stata coniata dal leader Idv, Antonio Di Pietro, all'indomani del voto di fiducia dello scorso 14 dicembre, quando cioè il Cavaliere sembrava ormai indebolito dalla fuoriuscita dei finiani. Non fu così. La maggioranza si rafforzò, Berlusconi sconfisse il "golpe" delle opposizioni e zittì Fini.

Non deve essere proprio andata giù a Di Pietro che, dopo aver isultato per mesi l'ex compagno di partito Domenico Scilipoti, è passato alle vie di fatto. Quale mossa migliore se non quella di chiedere una mano alla magistratura? E, così, l'ex pm ha denunciato la "compravendita di parlamentari" messa in atto nella maggioranza per mantenere i numeri necessari. Una denuncia non solo politica, ma ora documentata anche all’autorità giudiziaria, con quello che il leader dell'Italia dei valori chiama "un seguito di rapporto", dopo le segnalazioni già presentate nel dicembre scorso. "Abbiamo depositato due notizie di reato, la prima il 10 dicembre 2010, l’altra il 13 dicembre 2010", spiega Di Pietro. Un primo seguito di rapporto è stato trasmesso alla fine dell’estate, circa un mese fa. Un altro deve essere ancora predisposto perché, a detta del titolare di Mani Pulite, c'è "un'unicità di disegno criminoso che parte dalle settimane a ridosso del 14 dicembre e prosegue nel tentativo di fare quadrare i numeri di una maggioranza venduta, ricattata, comprata". "Solo quando la procura renderà pubblica la denuncia - conclude Di Pietro - anche noi potremo rendere noti i contenuti".

La pagina scritta negli ultimi mesi dai dipietristi non è delle migliori. Munnizza è l'insulto che dai banchi dell'Idv a Montecitorio è stato gridato per mesi ogni volta che Scilipoti veniva chiamato dalla presidenza della Camera. A forgiare l'insulto - dicono - è stato Franco Barbato. L'urlo significa "immondizia" in dialetto siciliano: "Così lo può capire anche Scilipoti" che è originario della provincia di Messina.

Secondo Di Pietro, il "mercato delle vacche" non è finito con il peones dei Responsabili. Conversando coi giornalisti dopo la conferenza stampa per la presentazione delle 400mila firme con le quali i cittadini hanno sottoscritto una proposta di legge popolare costituzionale per l’abrogazione delle Province, l'ex pm ha assicurato di essere a conoscenza di altri nomi di parlamentari dell'opposizione che "stanno valutando se passare con la maggioranza". "Non si tratta di eletti nelle liste dell'Idv", assicura Di Pietro puntando il dito contro "la legge 'porcata' che ha prodotto questa classe parlamentare che spesso si vende al miglior offerente".