Di Pietro riesuma la legge Reale: "Pene più dure" E la Lega: "Vanno estese anche a chi fomenta"

Il leader Idv propone nuove
figure di reato: "Arresti e fermi obbligatori,
riti direttissimi con pene esemplari e condanne per i reati già esistenti". Ma fino a pochi giorni fa flirtava con il popolo anti Cav e minacciava che se Berlusconi non si fosse dimesso ci sarebbe anche scappato il morto

Adesso chiede la repressione. Dopo aver cavalcato, infiammato e incitato la piazza, adesso Antonio Di Pietro chiede politiche più dure per punire gli indignados che sabato pomeriggio hanno messo a ferro e fuoco il centro di Roma. Solo qualche settimana fa  flirtava in piazza con gli indignati del Popolo viola, solo qualche mese fa annunciava che se Silvio Berlusconi non si fosse dimesso da presidente del Consiglio ci sarebbe scappato il morto, solo qualche giorno fa paragonava il Cavaliere a Benito Mussolini e invocava una nuova lotta di lliberazione. Oggi, invece, il leader dell'Italia dei Valori chiede l'inasprimento della giustizia per combattere i criminali. Insomma, vorrebbe tornare alla legge Reale. Legge giustissima tanto che il ministro dell'Interno Roberto Maroni si è detto d’accordo sulla necessità di "una nuova legge Reale bis" per "prevenire" le violenze. Tuttavia, gli scontri si sarebbero anche potuti evitare se, negli ultimi mesi, gli anti Cav avessero abbassato i toni.

"Si deve tornare alla Legge Reale. Anzi bisogna fare la 'legge Reale 2', alias Di Pietro, contro atti criminali come quelli di Roma. Si devono prevedere arresti e fermi obbligatori e riti direttissimi con pene esemplari". Per far fronte a una "situazione d'emergenza come l'attuale", l'ex pm propone di usare la legge approvata nel 1975 e che porta il nome dell'allora ministro della giustizia, appartenente al partito repubblicano italiano, Oronzo Reale. La disposizione conferiva alle forze dell'ordine il diritto a usare le armi anche nei casi di ordine pubblico; estendeva il ricorso alla custodia preventiva anche in assenza di flagranza di reato, di fatto permettendo un fermo preventivo di 96 ore; normava l'uso del casco e di altri elementi potenzialmente atti a non rendere riconoscibili i cittadini. "Il parlamento - aggiunge Di Pietro - invece di continuare a perdere tempo con le leggi ad personam, deve mettere a punto una legislazione penale adeguata a fronteggiare emergenze come quelle degli scontri di sabato scorso". Il che, per Di Pietro, significa "specificare nuove figure di reato, prevedere arresti e fermi obbligatori, istituire riti direttissimi con pene esemplari" e "aggravare le condanne per i reati già esistenti".

"Di Pietro è un grande scopritore dell’acqua fresca. Non avendo idee sue, scopiazza quelle degli altri". Napoli non usa mezzi termini e rivendica di aver proposto, giusto ieri, di riesumare la legge Reale per contrastare la situazione di emergenza e punire gli indignados. Al di là della "scopiazzatura", un inasprimento della normativa è più che auspicabile. Dispiace, tuttavia, sapere che una emergenza del genere avrebbe potuto essere evitata. "Di Pietro è ridicolo - tuona la senatrice Maria Pia Castiglione - prima istiga i violenti e poi chiede la legge Reale". Per troppi mesi, infatti, la politica ha fomentato e coltivato certi sentimenti anti casta che hanno covato a lungo finché non sono esplosi nella piazza degli indignati. Tanto che la Lega Nord propone di estenderla "anche a chi istiga alla violenza proprio come hanno fatto Di Pietro e altri esponenti dell'Idv". Anzi. Sandro Mazzatorta chiede "maggiore rigore anche a carico di chi istiga". E punta il dito contro i dipietristi Stefano Pedica, che aveva indicato negli indignados "la classe dirigente del futuro", Leoluca Orlando e Massimo Donadi, che hanno pontificato la massa per opportunismo elettorale. "Accortosi che la frittata era ormai fatta, Di Pietro inneggia a misure, come la legge Reale, che non può aver valore per fatti già avvenuti - conclude l'esponente leghista - in fantapolitica a tutti è permesso di spararle più in alto, ma non ai politicanti che soffiano sul fuoco".

Ad ogni modo domani Maroni sarà in parlamento sui fatti di sabato. Il titolare del Viminale coglierà l'occasione annunciare una proposta per nuove misure legislative che possano consentire alle forze di polizia, alle forze dell'ordine, di prevenire più efficacemente i fatti, le violenze. Il ministro dell'Interno non ha voluto anticipare i contenuti della sua proposta, rimandando ogni spiegazione alla sua audizione. A mettere i bastoni tra le ruote ci penserà il Partito democratico. Anna Finocchiaro fa sapere che "ciò che serve davvero è applicare le leggi esistenti, fare più prevenzione ed evitare i tagli alle risorse dedicate alla sicurezza". Sulla stessa linea anche i finiani con Benedetto Della Vedova che chiede che "le forze di polizia siano messe in grado lavorare". "Il governo pensi a garantire la benzina e i pezzi di ricambio per gli automezzi delle forze dell'ordine - tuona l'esponente del Fli - più che leggi eccezionali servono misure ordinarie e di buon senso, che sono sempre utili".