Di Pietro spacca l'Idv Donadi: "Napolitano, il giudizio è positivo"

L'Idv volta le spalle al leader dopo <strong><a href="/a.pic1?ID=324446" target="_blank">l'attacco al Quirinale</a></strong> (<strong><a href="/video.pic1?ID=Di%20_pietro_contesta_napolitano">guarda</a></strong>). Donadi: &quot;Disaccordo con Di Pietro&quot;. Tonino insiste: &quot;Il Colle ascolti la piazza&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=324479" target="_blank">Il Pd s'inchina</a></strong>. Grillo <strong><a href="/a.pic1?ID=324693" target="_blank">scaricato dall'antipolitica</a></strong>. <em><strong><a href="http://blog.ilgiornale.it/taliani/" target="_blank">Dì la tua sul blog</a></strong></em>

Roma - Prima Giulietti e Veltroni. Poi anche Donadi che dell'Italia dei Valori è capogruppo alla Camera e di Di Pietro è braccio destro storico. Donadi su Napolitano prende le distanze dal leader del partito. "È un dato oggettivo che Napolitano, in alcuni momenti molto delicati che hanno coinciso con passaggi dove la maggioranza ha posto in essere delle notevoli forzature istituzionali - ad esempio il lodo Alfano o la ricorrente aggressione alla magistratura -, è stato parco di parole e a dir poco prudente. C’è chi in questo comportamento vede una debolezza del capo dello Stato, ma su questo tema io ho una mia idea che non coincide totalmente con quella del partito" afferma Donadi. "Partendo da questa costatazione oggettiva, credo che Napolitano abbia fatto bene a fare così". "Considerando il contesto, credo che il capo dello Stato si sia ricavato l’unico margine di manovra che le condizioni date gli consentivano, ovvero quello di rinunciare a momenti di intervento e contrasto diretto ricavandosi così, quando interviene, un’autorevolezza che a questo punto tutti gli riconoscono" prosegue Donadi. "Attraverso un lavoro di dialogo con parti della maggioranza ha ottenuto dei risultati e, visto che i numeri impediscono all’opposizione di essere un’argine efficace, Napolitano ha segnato più di un punto a suo favore riuscendo in più di un’occasione a sollecitare le parti più attente alle regole all’interno della maggioranza. Riportando in questo modo significativi successi. C’è quindi una diversità di lettura di un dato oggettivo: la grande prudenza del Capo dello Stato in Di Pietro porta a una valutazione di rimprovero al presidente, io invece la vedo diversamente e credo che stia facendo quello che può nelle condizioni date".

Di Pietro:rivendico tutto, Napolitano ascolti la piazza "Forse avrebbe fatto meglio a stare lì ed ascoltare quella piazza, dove non c’erano eversori né terroristi, ma i parenti e le vittime della mafia che chiedevano aiuto". Antonio Di Pietro si difende rivolgendosi a Giorgio Napolitano dai microfoni di Sky Tg24 dopo le critiche piovute dal Quirinale e da tutto il mondo politico per i toni con cui si è rivolto ieri nei confronti del Presidente della Repubblica". Rivendico ciò che ho detto e che l’Italia dei Valori insieme all’Associazione vittime della mafia ha fatto ieri a Piazza Farnese - aggiunge Di Pietro -. In una democrazia si usa anche dissentire delle decisioni del potere quando queste non sono condivise o condivisibili". "Ieri - conclude Di Pietro - non abbiamo offeso il Capo dello Stato, ma abbiamo detto che non si può rimanere in silenzio rispetto a ciò che sta accadendo, perché il silenzio è mafioso e uccide".

La Russa: incredibile caduta di tono "Le dichiarazioni di Di Pietro sono un incredibile caduto di tono che non mi so spiegare", dice invece Ignazio La Russa, a margine della Conferenza nazionale sul turismo, indetta oggi a Roma da An. "Il Presidente della repubblica rappresenta la nazione, attenti dunque ad usare questi toni", prosegue il reggente di An spiegando che "il sottosegretario Gianni Letta ha espresso oggi, al Consiglio Supremo della Difesa, la nostra solidarietà al Presidente. Cosa che ieri avevamo fatto individualmente. Sono certo - ha concluso - che gli italiani non abbiano apprezzato le parole di Di Pietro".