Di Pietro: "Usare tutte le intercettazioni"

Il ministro delle Infrastrutture sul caso Unipol-Bnl: "Usare le conversazioni di tutti i politici. Anche quelle di D'Alema e Fassino: così potranno spiegare la loro estraneità ai fatti"

Roma - "Le intercettazioni telefoniche vanno utilizzate nei confronti di tutti. Anche se gli interessati si chiamano Fassino e D’Alema". È quanto dichiara il ministro Antonio Di Pietro in riferimento all’autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni telefoniche richiesta dal Gip, Clementina Forleo. "Quindi - prosegue Di Pietro - sia per coloro che risultano nelle intercettazioni della procura di Milano, sia per qualsiasi altra persona, l’Italia dei Valori vuole e deve votare a favore dell’utilizzo delle stesse senza ricorrere, come si sente fare spesso da altri, ad alcun sofisma o nascondere la testa sotto la sabbia. Nel caso specifico riteniamo che sia anche nell’interesse degli stessi politici correre dai giudici a riferire la loro versione dei fatti, piuttosto che utilizzare come paravento la giunta delle autorizzazioni della Camera. Tale decisione - conclude Di Pietro - renderebbe evidente quel che per me lo è già: la loro estraneità ai fatti".

Gasparri (An): bene Di Pietro, Fassino e D'Alema dicano sì "Condivido in pieno la posizione di Di Pietro. Le intercettazioni telefoniche vanno utilizzate nei confronti di tutti, anche di D’Alema e Fassino". È quanto dichiara in una nota Maurizio Gasparri dell’esecutivo di Alleanza nazionale. «Memorie e ghirigori vari - aggiunge - sono solo un patetico strumento per rallentare la ricerca di una verità tutta tra l’altro contenuta in un materiale già uscito sui giornali. La percezione che si ha, con questo continuo ostruzionismo, è invece proprio quella della casta che si auto-difende per ostacolare le indagini che riguardano i loro traffici bancari".