Di Pietro: "Verifica a breve, poi una squadra snella"

Il ministro delle Infrastrutture: "Mi auguro che ci sia
al più presto una verifica come ha chiesto anche Rifondazione non si può governare
sottoposti al ricatto quotidiano"

Roma - "Mi auguro che ci sia al più presto una verifica come ha chiesto anche Rifondazione non si può governare sottoposti al ricatto quotidiano. Credo che sul piano operativo un governo più snello nella sua composizione e con una forte riduzione del numero dei ministri e dei sottosegretari sia un messaggio efficace al paese che giova a tutti . Il problema non è il governo in quanto tale, che sta facendo anche cose egregie come le due finanziarie che stanno risanando i conti dello stato, ma una maggioranza parlamentare così risicata che è sottoposta quotidianamente al ricatto". Lo dice il ministro Antonio Di Pietro sulla situazione del governo, dopo il voto di fiducia dell’Unione alla Camera sul welfare.

"Il Presidente del Consiglio ieri - sottolinea Di Pietro - ponendo la fiducia ha dimostrato che si assume le proprie responsabilità. Un accorpamento dei ministeri eviterà anche sprechi della cosiddetta casta. sta succedendo quello che doveva succedere in una maggioranza ci sono diverse anime , come si dice, che la pensano diversamente su tante cose. alcuni partiti vogliono tutto e subito , la coperta è quella che è , non si può dare tutto e subito altrimenti i conti non tornano. Ieri è stato fatto qualcosa di importate in favore dei lavoratori e dei soggetti più deboli. Certo, si poteva fare di più ma non avndo altri soldi si sarebbe indebitato lo Stato". Di Pietro non dà giudizi sugli attacchi al governo per un verso di Lamberto Dini e per l’altro di Rifondazione Comunista. "Credo - dice intervistato su Canale 5 da 'Panorama del giorno'- che ognuno stia facendo la sua parte, non faccio il tifo per nessuno. Io sono con tutti coloro che non arrivano a fine mese con lo stipendio e con tutti coloro che fanno impresa e tutti i giorni devono fare i conti con la concorrenza. Come ministro e come rappresentate del governo ricordo che dovevamo far quadrare i conti. È stata trovata una soluzione che permette a molte fasce sociali deboli di avere maggiori vantaggi rispetto a prima".

E quanto al "requiem" a breve per il governo ipotizzato da Dini, «la durata di questo governo non dipende certo da Dini non perché porta avanti istanze ma perchè credo deve trovare una collocazione per se stesso». E forse «non so nemmeno» se un posto da ministro «gli basta». In ogni caso, a giudizio di Di Pietro, «il problema non è Dini o non Dini ma è che con una frammentazione politica a questa livello un senatore vale più di Forza Italia e del partito democratico messi insieme. Perché può decidere se far cadere o non far cadere il governo. Quindi alla fine chi ha responsabilità deve cedere per evitare soluzioni peggiori»