Pil, la Cina è già seconda

nostro inviato a Washington

Il G7 cerca di inviare un messaggio di fiducia ai mercati internazionali, scossi per il perdurare della crisi finanziaria legata ai mutui subprime Usa. Ministri e banchieri centrali dei principali Paesi industriali hanno accolto con attenzione, nel pomeriggio di ieri a Washington, il rapporto del Financial stability forum presentato dal governatore di Bankitalia Mario Draghi. Novanta pagine dense di raccomandazioni per le banche e le altre istituzioni finanziarie, per i controllori, per le banche centrali, con l'intento di affrontare al meglio la crisi in atto e - soprattutto - prevenirne di nuove.
Le raccomandazioni del Fsf riguardano cinque aree: rafforzamento della vigilanza prudenziale sul patrimonio, sulla liquidità e sulla gestione dei rischi; miglioramento della trasparenza e delle modalità di valutazione; modifiche nel ruolo e nell'utilizzo del rating; rafforzamento della risposta ai rischi da parte delle autorità; irrobustimento dei meccanismi per gestire le tensioni nel sistema finanziario. In particolare, il rapporto Draghi sottolinea l'importanza, per la fiducia dei mercati, di avere «valutazioni affidabili delle poste di bilancio e informative sui rischi associati ai prodotti strutturati ed ai veicoli fuori bilancio». Il documento definisce essenziale l'implementazione del processo di Basilea2 e giudica «particolarmente importante rafforzare il quadro prudenziale che si applica alle cartolarizzazioni e alle operazioni fuori bilancio».
Entro il 2008 il Comitato di Basilea formulerà proposte per aumentare i requisiti patrimoniali per alcuni prodotti strutturati, per alcune esposizioni creditizie e per le linee di credito delle banche in favore di conduit fuori bilancio che emettono «asset backed commercial paper». A livello internazionale, le autorità di vigilanza dovranno accelerare lo scambio di informazioni, e istituire gruppi di lavoro per affrontare problemi specifici derivanti dalle gestione di crisi cross border. È inoltre confermato l'utilizzo - come è accaduto più volte durante questi mesi - di accordi swap fra banche centrali, per fornire di liquidità i mercati finanziari in caso di necessità.
Il documento del Fsf e la situazione dei mercati finanziari sono stati discussi anche nel corso di una cena fra i ministri delle Finanze del G7, i banchieri centrali e i principali banchieri privati internazionali. Il segretario Usa al Tesoro Henry Paulson ha invitato i banchieri privati a giocare un ruolo nella stabilizzazione dei mercati, e non aspettarsi soltanto l'intervento pubblico, come è accaduto nel caso della Bear Stearns: «Se pensate di aver bisogno di capitali - ha chiarito - andate a cercarli sul mercato».
Il messaggio-bis del G7 è che l'economia reale non ha ancora deragliato del tutto. Per gli Stati Uniti si parla di «tenue recessione», e la contrazione tocca con maggiore o minore intensità le altre parti del mondo, da Eurolandia fino alla Cina. Alla debolezza del ciclo si aggiungono i problemi legati ai cambi e i timori per l'inflazione. Nel corso delle contrattazioni di ieri il dollaro è tornato ancora una volta verso i minimi storici nei confronti dell'euro, a causa dei deludenti risultati di bilancio del colosso General Electric. Ministri e banchieri centrali del G7 (Usa, Gran Bretagna, Francia, Germania, Giappone, Italia e Canada) ribadiscono che l'andamento disordinato dei cambi fa male all'economia. E il forte rialzo dei prezzi energetici e alimentari pone gravi problemi sia al mondo industriale che ai Paesi emergenti, in più danneggiati dal caro-cibo e dal caro-petrolio. Questioni alle quali neppure il vertice dei Grandi sa dare una risposta convincente.