"Il pil non cresce, tagliamo le spese"

Il premier Silvio Berlusconi: "Siamo in un momento difficile per l'economia mondiale. Con il pil che non cresce c'erano due sole soluzioni, o aumentare la
pressione fiscale o tagliare le spese. Abbiamo scelto la strada dei
tagli. Con la finanziaria riduciamo i costi della Pubblica
amministrazione". Intercettazioni "solo per mafia e terrorismo"

Milano - La situazione economica preoccupa il governo ma il premier sa bene cosa fare per fronteggiarla. "Siamo in un momento difficile per l'economia mondiale - argomenta Berlusconi -. Il pil non cresce. C'è una diminuzione del 7% dell'Iva del mese passato rispetto ai mesi precedenti". Lo dichiara il presidente del Consiglio in una intervista al Tg4. Berlusconi aggiunge: "Vanno diminuite le spese. Con il pil che non cresce, c'erano due sole soluzioni: o aumentare la pressione fiscale o tagliare le spese. Abbiamo scelto la strada dei tagli. Con la finanziaria riduciamo i costi della pubblica amministrazione".

Intercettazioni Il premier è tornato poi sul tema delle intercettazioni: "Auspico che, come succede in Europa, siano consentite solo per indagini su organizzazioni criminali come mafia, n'drangheta e via di seguito, oppure che riguardino il terrorismo internazionale. Spero che dal parlamento esca la legge che auspico".

Alitalia Berlusconi ha anche affrontato altri temi scottanti, a partire da Alitalia: "Stiamo lavorando con buonissime prospettive di riuscita. Un grande paese non può non avere una compagnia di bandiera".

Il prestigio dell'Italia  Il Cavaliere è sempre più convinto di essere la "ricetta giusta per il Paese": "Ho la certezza che il prestigio internazionale dell'Italia sia aumentato. Ho messo in campo l'esperienza che deriva da 14 anni di politica. Questo non mi piace tanto, ma io sono il più antico nelle varie situazioni, sia anagraficamente sia come presenza nel ruolo. Rappresento la memoria storica. Sono anche un tycoon, stimato non solo per il suo essere politico, ma anche per quello che ha fatto nella vita. La politica dell'amicizia che ho saputo impostare con i colleghi, mi porta ad avere un peso qualche volta determinante nei fori internazionali, dove difendo gli interessi dell'Italia, come invece precedentemente non veniva fatto".