Piller firma la prima coppa azzurra

Che bella foto, Pietro Piller Cottrer è sul podio in mezzo ai due nuovi fenomeni Dario Cologna e Petter Northug, di 12 anni più giovani, e sta proprio al centro: dopo quattro mesi di fatica e 19 gare, nell'amata tecnica libera e nella per lui più ostica tecnica classica, ha vinto la coppa del mondo delle lunghe distanze. Un nuovo record per la sua già gloriosa carriera, che a 23 anni, l'età di Cologna e Northug oggi, lo vide vincere, più giovane atleta della storia, la 50 chilometri di Holmenkollen, la Wimbledon dei fondisti. Assieme a Zorzi, Pietro è poi l'italiano più vincente della storia e ieri è diventato anche il primo ad alzare al cielo una coppa del mondo. Non quella assoluta, andata allo svizzero Dario Cologna (lui 5°), ma quella delle distanze, quella che un tempo era «La» coppa del mondo, prima che le gare sprint irrompessero nel mondo dello sci nordico come un ciclone, per fare spettacolo, per entrare nelle grandi città e negli stadi, per rendere più comprensibile e popolare questo sport.
Nella 15 km finale di ieri Piller Cottrer doveva chiudere con un tempo pari o inferiore a quello dello svizzero per mantenere il suo vantaggio, maturato a fine gennaio a Whistler Mountain, sulle piste dei Giochi 2010, trasferta disertata dai più perché a ridosso dei mondiali, ma non dagli azzurri. Ce l'ha fatta, chiudendo 8°, con Cologna 20°: «Ringrazio i tecnici che mi convinsero a partire per il Canada, credo sia stata la vittoria decisiva, al pari della mia costanza per tutto l'inverno. Questa coppa era il mio obiettivo dichiarato di stagione e perciò provo una soddisfazione enorme a tenerla fra le mani. Ora da vincere mi manca solo un oro olimpico individuale, non ne farò una malattia, ma non nego che sarà il mio prossimo obiettivo». E Pietro non tradisce mai.