Piller nell’inferno bianco, una maratona col biberon

Una dieta terribile e un ciuccio per alimentarsi fra i segreti dell’azzurro «Da anni penso a questa gara»

Maria Rosa Quario

da Pragelato

Tensione a livello zero. Sicurezza a livello mille. Alla vigilia della 50 chilometri a tecnica libera e con partenza in linea Piller Cottrer, Valbusa, Di Centa e Santus sono di ottimo umore, nonostante la terribile dieta dissociata a cui si sono sottoposti da martedì sera, taglio netto ai carboidrati, pieno di proteine, e un programma di allenamento puntato sulla quantità, quindi uscite lunghe e sfiancanti sotto la neve. Il primo a cedere è stato Bubo Valbusa, che giovedì mattina, con due ore di anticipo rispetto ai compagni, si è buttato su pane e nutella e su tutto quello che gli capitava sotto mano. «Una notte ho avuto un incubo terribile, stavo spingendo in salita e qualcuno mi passava una borraccia, ma in realtà era un panino gigantesco. Peccato fosse solo un sogno».
Pietro Piller Cottrer e Giorgio Di Centa si sono attenuti alla dieta ma non in modo drastico, sarebbe stato un peccato compromettere l’eccezionale stato di forma in cui si trovano. Oggi saranno fra i grandi favoriti, soprattutto Piller Cottrer è lo spauracchio di tutti e dopo la dimostrazione di forza della staffetta quasi tutti gli stranieri puntano su di lui. «E a chi non l’ha fatto spero di far cambiare idea, perché la mia condizione è ottimale e perché questa è la gara a cui penso da anni, ho infatti un conto in sospeso da regolare».
Nagano, 1998, 50 km olimpica, il giovane Pietro, vincitore nel 1997 della maratona del fondo nel tempio di Holmenkollen, sta volando verso una medaglia quando una curva in discesa lo tradisce. Finisce come un pesce nelle reti, si rialza, chiude 16°. Altra incompiuta ai mondiali 2001 di Lahti, 50 km sotto la bufera, Pietro è in testa ma crolla stremato e congelato a pochi metri dal traguardo, sarà ottavo, da eroe.
Oggi a Pragelato ci sarà il sole, nessun rischio di congelamento, anche perché nel frattempo Pietro è cresciuto, ha accumulato esperienza e sicurezza, i suoi occhi azzurri ti fissano quando parla e le sue parole pesano. «Noi abbiamo già vinto qualcosa, saranno quindi gli altri ad aver gli stimoli per fare la gara su di noi. Di tattiche e strategie dobbiamo ancora parlare con il mister, dobbiamo stare attenti ai ciucciaruote come Bauer, il ceco, spesso ci ha fregato, ma nella pursuit la fregata se l’è presa lui».
Pericolo Bauer dunque, ma molti altri saranno gli avversari dei nostri, da Vittoz a Sodergren, da Angerer a Dementiev, già oro nella pursuit, da Fredriksson a Dolidovich, il bielorusso, altro non molto amato dalla compagnia azzurra anche per via di valori del sangue per due volte trovati fuori norma. Pietro, Giorgio, Bubo e Fabio sembrano molto uniti, correranno tutti per uno ma anche uno per tutti, con Bubo che si dice pronto ad aiutare, «perché io sono uno che non si tira mai indietro, risponderei anche a un arabo, se mai gli venisse in mente di attaccare! Ma credo che a nessuno converrà attaccare prima del 40° chilometro, tutti hanno visto la staffetta e capito che la progressione di Pietro può fare molto male». Generoso come sempre, Bubo potrebbe essere uno splendido gregario per Piller e Di Centa, la gara in linea certamente si presterà a tattiche di squadra. Molto importanti saranno i rifornimenti, per i quali i nostri useranno speciali biberon graduati contenenti soluzioni di zuccheri a lenta e rapida assimilazione.
Dovesse vincere anche oggi, Piller Cottrer eguaglierebbe il medagliere di Enrico Fabris, due ori e un bronzo: «Mi spiace non averlo sentito, a nessuno è venuto in mente di metterci in contatto, ma sono contento per lui e spero di imitarlo».