«Pillola abortiva, niente sperimentazione»

Pillola antiabortiva in sperimentazione anche alla Mangiagalli? «Niente affatto», risponde il direttore della clinica universitaria cittadina, Giorgio Pardi, secondo cui «come al solito, siamo davanti all'ennesima politicizzazione di una situazione che non ha alcun bisogno di essere politicizzata».
Pardi fa riferimento alle notizie secondo cui più ospedali a Milano e in altre parti d’Italia vorrebbero cominciare la sperimentazione. «È in corso una sperimentazione a Torino di questa pillola - spiega il professore -. Quando sarà conclusa, la si potrà utilizzare in ogni parte d'Italia. Mi spiegate perché dovrei cominciare la sperimentazione anche a Milano?». E ancora: «La Ru486 non dovrebbe nemmeno essere sottoposta a sperimentazione in Italia, perché già ampiamente sperimentata in altri Paesi europei, dove da tempo viene utilizzata normalmente». Non è finita.
«Se avessi voluto fare la sperimentazione alla Mangiagalli, non solo avrei dovuto chiedere il permesso alle autorità sanitarie, ma anche al comitato di bioetica, cosa che non ho fatto e ovviamente non farò», aggiunge Pardi. Che poi conclude: «La donna - afferma - ha il diritto di avere a disposizione tutte le possibilità di abortire, sia chirurgicamente che farmacologicamente. Però, non è vero che la pillola è la banalizzazione dell’aborto, perché tiene sotto pressione la donna per 24-48, a volte 72 ore, anziché i 10 minuti necessari per un normale intervento abortivo».
Pardi ammette che il comportamento del ministro della Salute, Francesco Storace, è stato corretto: «Io seguo quello che ha chiesto di fare, si è sempre comportato nel perfetto rispetto della legge». Il professore nega che ci sia stato un incontro con i medici favorevoli alla sperimentazione a Milano. «Alla Mangiagalli non siamo per niente divisi, sono tutte bugie. Non c’è stata alcuna richiesta di sperimentare la pillola».
Il professore si dice «assolutamente fiducioso» sul fatto che si arriverà all’autorizzazione del suo utilizzo anche in Italia. «Io ripeto solo che è diritto della donna scegliere la pratica che ritiene più adeguata. Davanti alla decisione di abortire, cosa permessa in questo Paese, deve poter scegliere. Possibile che nessuno si è chieda mai se il problema non sia quello della salute delle donne, invece che fare una polemica su sperimentazioni e autorizzazioni?».
Una posizione non condiva da alcune forze politiche del centrosinistra. «Ru486, sperimentazione a Milano per la scelta delle donne». È l'appello lanciato da radicali e Sdi che appoggiano la richiesta a sperimentare la pillola abortiva avanzata da alcuni medici dell’ospedale Niguarda. Anche se il comitato etico del Niguarda ha già annunciato di non avere ricevuto richieste in tal senso e che comunque l’argomento non è all’ordine del giorno della prossima riunione convocato per questo venerdì.