«Pillola del giorno dopo, chiamate il ministero»

da Roma

«La pillola del giorno dopo e la contraccezione d’emergenza vanno garantite in consultori, pronto soccorso e presidi di guardia medica». Questa la richiesta del ministro della Salute, Livia Turco, che invita i cittadini «a segnalare tutti i casi nei quali nelle strutture del servizio sanitario nazionale si incontrino difficoltà per ottenere la prescrizione della “pillola del giorno dopo”».
Prosegue lo scontro tra la Turco ed i medici obiettori di coscienza che si sono rifiutati di prescrivere la cosiddetta pillola del giorno dopo. Non è la prima volta che succede ma nelle ultime settimane i diversi casi che si sono ripetuti a Pisa (dove in una Asl era stato addirittura affisso un cartello con la scritta «qui non si prescrive la pillola del giorno dopo») la polemica, sul diritto all’obiezione di coscienza per i medici da una parte e il diritto all’assistenza da parte della donna dall’altro, ha assunto i toni di uno scontro di principio. Scontro alimentato anche dalla scelta del ginecologo Silvio Viale (medico torinese esponente dei Radicali noto per la sua battaglia a favore dell’introduzione dell’Ru486, la pillola abortiva) di prescrivere il farmaco in questione a qualsiasi donna ne facesse richiesta. Gesto simbolico ma dall’effetto pratico, messo in atto proprio ieri in un hotel di Pisa dove 40 donne hanno ottenuto così la prescrizione richiesta.
La Turco in una nota invita a denunciare i casi di mancata assistenza all’Ufficio relazione con il pubblico (Urp) del dicastero della Salute, ai numeri 0659942378 e 0659942758. «Sarà cura del ministero inviare tali segnalazioni alle Regioni e alle Asl di competenza per facilitare l’adozione di misure che evitino disfunzioni nel servizio», assicura la Turco. Il ministro ribadisce che è «dovere delle istituzioni farsi carico di questa domanda di assistenza, facendo sì che nessuna donna sia lasciata sola in momenti difficili della propria vita, come può essere quello che la vede preoccupata per una possibile gravidanza non voluta». La Turco ricorda pure l’atto di indirizzo predisposto dal ministero della Salute per la piena applicazione della 194, le legge sull’aborto. Documento però, ricorda la stessa Turco «che non si è potuto trasformare in un’intesa Stato-Regioni per il veto posto dalla Lombardia e dalla Sicilia, nonostante il parere favorevole di tutte le altre Regioni». Nell’atto si predisponeva appunto che «la prescrizione della contraccezione d’emergenza» fosse «garantita, oltre che nei consultori, anche nei pronto soccorso e nelle guardie mediche», garantendo pure «la presenza di almeno un medico non obiettore in ogni distretto sanitario».
E mentre i radicali invitano le donne a denunciare il medico che si rifiuta di prescrivere la pillola, le associazioni dei medici cattolici e il Movimento per la vita rivendicano il diritto all’obiezione di coscienza.