Pillola Ru486, scontro fra camici bianchi

Sconfessato l’Ordine professionale che ha diffuso una relazione favorevole al farmaco abortivo e contraria alla legge sulla fecondazione assistita

da Roma

Molti medici italiani, non soltanto quelli cattolici, sconfessano il documento presentato dal presidente della Federazione degli ordini dei medici, Amedeo Bianco. Quella relazione, accusano, non è mai stata discussa né messa ai voti e non rappresenta in alcun modo le convinzioni della maggioranza dei camici bianchi.
Questa volta dunque sono i medici, non il quotidiano dei vescovi Avvenire, a smentire la relazione diffusa da Bianco un paio di giorni fa con la quale l’Ordine dei medici, a nome di tutta la categoria, aveva preso posizioni molto critiche nei confronti della legge sulla fecondazione assistita e invece molto favorevoli alla pillola abortiva Ru486 e anche a quella del giorno dopo.
Da quel documento prendono le distanze gli Ordini dei medici di tutta la Lombardia e non solo. Si confessa sconcertato e anche preoccupato il genetista Bruno Dalla Piccola, presidente dell’associazione Scienza & Vita insieme con Maria Luisa Di Pietro. «Per me il giuramento di Ippocrate ha ancora valore. Un medico deve operare sempre nell’interesse del paziente. La medicina deve curare e lenire - dice Dalla Piccola -. Mi fa paura una medicina che diventa distruttiva. Mi fa paura un Ordine dei medici che apre un varco in questa direzione». Dalla Piccola a nome di Scienza & Vita ha diramato una nota nella quale si sottolinea «la profonda amarezza per quanto sta accadendo» e la sorpresa per la diffusione alla stampa «di un documento della Fnomceo che non è stato sottoposto al voto di tutti». Dalla Piccola poi considera gravissimo «il tradimento del nostro essere medici da parte della Federazione degli ordini oltre che la mancata considerazione dei dati scientifici e delle evidenze cliniche in materia di aborto chimico, pillola del giorno dopo e diagnosi preimpianto». Insomma sono tanti i camici bianchi che, spiega la Di Pietro, non ritengono affatto che la Ru486, sia «più rispettosa e meno rischiosa per la salute della donna». Oppure che la pillola del giorno dopo possa essere catalogata come prevenzione dell’aborto. «Io che sono un genetista so bene che cosa è la diagnosi preimpianto - puntualizza Dalla Piccola -. Si seleziona l’embrione per distruggere poi quello scartato. Non è prevenzione dell’aborto, per me è aborto. Le cose vanno chiamate con il loro nome». Anche l’associazione Medicina & Persona sconfessa quel documento e arriva a chiedere le dimissioni di Bianco da presidente della Federazione. Il presidente Fnomceo viene accusato di «scambiare il proprio ruolo istituzionale di rappresentanza di una categoria professionale in un pulpito elettorale». L’associazione, impegnata da anni soprattutto sul fronte dell’assistenza ai prematuri, parla di «un ennesimo tentativo, condotto contro ogni regola di democrazia e contro il contenuto stesso del Codice deontologico della professione, di trasformare i desideri di Bianco, Panti (Antonio presidente dell’Ordine dei medici di Firenze, ndr) e altri amici nel pensiero dei medici italiani».
Davanti alla levata di scudi dei suoi stessi colleghi Bianco si appella a un equivoco dovuto «all’ingenuità ma non alla disonestà». «Non volevamo mettere in atto nessun golpe, non abbiamo diffuso alcun falso documento - si difende ora Bianco -. Abbiamo forse peccato di ingenuità nel credere di poter contribuire serenamente al dibattito in corso. Da parte nostra non c’era l’intenzione di far passare quel documento come espressione di un pensiero unico di tutto il mondo medico. E comunque non capisco dove sia lo scandalo».