Pilloni, banconote agli elettori per scacciare la paura della Cina

Con l’Oriente, lui, è abituato a fare affari. Per questo ai suoi elettori ha spedito una banconota cinese, uno yuan, con un messaggio: «Credi anche tu che questa moneta sia la vera responsabile dei guai che affliggono la nostra economia o piuttosto pensi che sia un’ottima scusa per nascondere l’incapacità dei nostri politici di trovare soluzioni agli effetti della globolizzazione dei mercati?».
Secondo Valter Pilloni, candidato di Forza Italia al Comune, un «imprenditore che non si ferma mai» e che nei mercati asiatici vende auto, invocare il pericolo cinese può diventare comodo a chi ci amministra: «Ci dicono che la crescita inarrestabile dei Paesi asiatici minaccia le nostre imprese e la nostra economia e che nulla di può fare per contrastare questa emergenza. Se stessero così le cose saremmo presto condannati a un declino industriale e sociale sempre più evidente. Dobbiamo crederci?».
L’azzurro Pilloni invita a cercare altrove la causa dei mali di Genova e dell’Italia. Per far ripartire un’economia che dà segni di stanchezza, specie in città, «la cosa da fare è una sola soltanto»: «Vogliamo provare a mettere alla guida della città e del Paese professionisti del mercato, persone in grado di creare opportunità da tale riallineamento dei rapporti di forza fra Oriente e Occidente o vogliamo ancora affidare il nostro futuro a questa classe dirigente miope e svogliata?» si chiede il candidato al Comune.
E lancia un appello agli elettori: «Tu oggi con il tuo voto puoi contribuire a modificare questa attitudine restituendo fiducia alle imprese e alle famiglie dei dipendenti che vi lavorano».
Nella vita, aveva confidato al Giornale pochi giorni fa, Pilloni ha sempre avuto una predilezione per la concretezza: «Ho adottato questo criterio nel corso di tutta la mia vicenda professionale. E non cambio certamente adesso, nel momento in cui decido di mettere disposizione della comunità la mia esperienza imprenditoriale. Sono amministratore unico della società Teknit e presidente del consiglio di amministrazione di Dreamcars - conclude il candidato di Forza Italia-. Ma sono arrivato a queste posizioni seguendo un unico, grande filo conduttore: la voglia di misurarmi con obiettivi sempre più prestigiosi e complessi».