Pilota Usa muore tra le fiamme a 480 km ora

Drammatico incidente a Scott Kalitta, 46 anni, a Egklistown, in New Jersey, durante le prove di
qualificazione di una gara NHRA valida per la categoria Top Fuel. E' un
tipo di gara in cui si confrontano i bolidi della Nationl Hot Rod
Association, vetture capaci di raggiungere anche i 500 kn/h

Washington - Una morte più atroce e più spettacolare di così Scott Kalitta, 46 anni, pilota americano della formula NHRA non poteva farla: è morto dentro la sua auto lanciata in piena velocità sul rettilineo di gara, completamente avvolta tra le fiamme, lui dentro a sua volta in fiamme e senza che potesse fare niente per fermarsi. E' quanto è successo a Egklistown, in New Jersey, durante le prove di qualificazione di una gara NHRA valida per la categoria Top Fuel. E' un tipo di gara in cui si confrontano i bolidi della Nationl Hot Rod Association, vetture capaci di raggiungere anche i 500 kn/h.

Per Kalitta, 46 anni, già vincitore Top Fuel nel 1994 e nel 1995, 18 vittorie in carriera, non c'é stato niente da fare: quando sono arrivati i soccorsi era ormai troppo tardi, troppo profonde e diffuse le ustioni per sperare di salvarlo. L'uomo è stato portato subito all'ospedale, dove è morto poco dopo il ricovero. Le immagini dell'incidente sono terribili e la sua morte deve essere stata atroce. L'auto di Kalitta, una vettura specializzata per le gare NHRA, sta percorrendo in piena velocità il rettilineo di Eglishtowns. In quel punto le vetture della categoria riescono a toccare anche i 500 chilometri all'ora. Secondo quanto riferito dai responsabili della scuderia di Kalitta, in quel momento il pilota stava andando a una velocità di 480 km/h. Improvvisamente, senza urtare contro alcunché, la sua auto si incendia. Le fiamme divampano dal retro dell'auto ma in pochi attimi la avvolgono completamente, pilota compreso.

L'auto - una palla di fuoco - prosegue la sua corsa in piena velocità, percorre tutto il rettilineo, passa davanti alle tribune e va ad esplodere centinaia e centinaia di metri lontano, al termine di quel lunghissimo rettifilo.