Via Pincherle, un po’ di ossigeno: vendite congelate per dieci giorni

Via Pincherle, stop alle vendite per 10 giorni. Lunedì la proprietà farà sapere al Comune il prezzo degli alloggi. Ieri mattina si è tenuto in Prefettura l’atteso tavolo di mediazione. All’incontro, presieduto dal prefetto Giuseppe Pecoraro, hanno preso parte Alfredo Antoniozzi, assessore alla casa del Comune di Roma, Mario Giacomazzi, proprietario dell’immobile di via Pincherle 153/169, e i rappresentanti della Regione. Davanti al portone della Prefettura, gli inquilini dei 116 alloggi in vendita, sostenuti dal sindacato Asia-RdB, hanno esposto un lungo striscione: «Pincherle ovunque».
Una vicenda intricata. «Ma intanto abbiamo ottenuto una moratoria di 10 giorni nelle vendite - spiega Antoniozzi -. Ho chiesto di leggere le carte, ho chiesto di sapere qual è la richiesta economica della società. A oggi manca ancora un calcolo serio, preciso, a parte alcune cifre buttate lì a caso. Il sindaco Alemanno, però, mi ha espressamente indicato di risolvere la questione». Da accertare ancora tante cose. In particolare che tipo di compromesso è stato firmato con i privati. «I legali di Giacomazzi mi hanno parlato di rogiti, di caparre - continua Antoniozzi -. Noi abbiamo accertato che una ventina di appartamenti sono ancora invenduti, mentre sugli altri ci sarebbero atti in corso, ma niente di definitivo. Atti, secondo i legali degli inquilini, da cui si può recedere senza penali». L’assessore a ogni buon conto ha chiesto a Giacomazzi il rispetto delle tutele: «Alcuni inquilini, specie quelli più anziani, vivono dentro quelle case da tanti anni. Se non si trovasse un accordo hanno comunque diritto a restare ancora per 2+3 anni. Da lunedì faremo chiarezza anche su questo». Per ora, di sicuro, la proprietà è disposta a trattare. Poi si vedrà. Non si esclude che possa abbassare le pretese economiche verso gli inquilini. Molti sono pensionati a basso reddito. MarcoVisconti, delegato del sindaco all’emergenza abitativa, professa ottimismo: «Nei primi giorni della prossima settimana ci sarà un nuovo incontro, durante il quale la Regione avanzerà una proposta di acquisto. Credo che stiano maturando tutte le premesse per dare una risposta positiva alle attese degli inquilini di via Pincherle».
La vicenda era esplosa una ventina di giorni fa, all’annuncio di Giacomazzi di avere venduto 98 dei 116 alloggi. Immediata la protesta degli inquilini. Dapprima la sospensione del pagamento dell’affitto. Poi, il tentativo di occupare un alloggio vuoto nello stesso palazzo. Infine, il 12 marzo, l’occupazione simbolica della sede delle Assicurazioni Generali, in piazza Venezia. Il colosso assicurativo fino a dicembre 2008 era proprietario dell’immobile: «Ora non si può sottrarre alle proprie responsabilità - denunciano gli inquilini - dopo aver assunto, prima della cessione a Giacomazzi, un impegno formale con il prefetto e la Regione sul blocco delle vendite a terzi, per consentire l’acquisto in blocco degli appartamenti non opzionati dagli inquilini all’Ater, al fine di tutelare chi non ha potuto acquistare». Il 24 marzo la protesta arriva a Genova, sede della Giacomazzi/Area Mestre. Giacomazzi si dichiara disposto ad annullare i contratti di vendita già stipulati, «se le amministrazioni terranno conto delle penali previste per le mancate vendite». Il quantum si saprà lunedì.