«Pincio, deve intervenire la Corte dei conti»

Stop definitivo al progetto o taglio dei posti auto. C’è grande attesa per la decisione finale che Gianni Alemanno prenderà sul megaparcheggio del Pincio. Qualche giorno fa il parere della Commissione tecnica nominata dal sindaco che da un lato ha rilevato come con l’intervento si rischino «danni irreversibili» al complesso monumentale ma dall’altro ha anche segnalato che «è realizzabile», dal momento che ci sono «possibili soluzioni che tengano conto sia della fattibilità dell’opera sia della salvaguardia e della tutela dei rinvenimenti». Insomma, tutte le porte sono aperte. Sulla complessa materia storica, architettonica, amministrativa del mega-parking del Pincio interviene il deputato del Pdl Fabio Rampelli, architetto, membro della commissione Cultura alla Camera.
Rampelli, nella relazione la Commissione dei saggi non ha puntato il dito tanto sui reperti archeologici rinvenuti, quanto sul rischio di danni irreversibili al complesso nel suo insieme. Che ne pensa?
«Hanno ragione, mi trovo d’accordo. Ma mi preme sottolineare che Alemanno, a prescindere dalla decisione finale che prenderà, ha istituito e ascoltato una commissione di saggi che ha autorevolmente e liberamente affrontato il problema. Questa la grande novità. È tramontata l’epoca delle monarchie assolute. Dopo quindici anni è finita l’era dei sindaci vanagloriosi, che avevano calpestato ogni regola. Vedi lo scempio del Foro Italico, la cementificazione dell’Appia Antica. Ora si procede in modo trasparente e all’insegna del contraddittorio pubblico, dell’informazione e della decisione consapevole».
Alemanno ha rinviato ogni decisione, anche per valutare le possibili penali da pagare qualora l’opera fosse cancellata.
«Io non so l’esito della vicenda quale sarà, c’è da avviare una indagine conoscitiva. Se Alemanno deciderà di non procedere nella realizzazione del parcheggio, però, bisogna capire se davvero bisogna pagare una penale all’impresa e nel caso chi la deve pagare. Non è detto che debba essere la pubblica amministrazione. C’è una responsabilità politica e civile, che in questo secondo caso può essere pure individuale».
Quindi dovrebbe intervenire la Corte dei Conti?
«Non c’è dubbio, ma io dico di più. Che senso hanno tutte queste consulenze d’oro, se poi non c’è nessuno che si prende la responsabilità? Se è sempre la pubblica amministrazione che deve sborsare, significa che a pagare è sempre la collettività. È ora di finirla».
L’ex assessore all’Urbanistica Roberto Morassut ha detto che il blocco del parcheggio sarebbe una decisione gravissima e sbagliata, perché impedirebbe di togliere le auto dal Tridente e di pedonalizzare l’area...
«Penso che Morassut, da persona preparata, dovrebbe vergognarsi di avere fatto in modo supino l’assessore per sindaci che hanno rappresentato solo interessi economici. Per pedonalizzare il Tridente ci sono almeno dieci vie alternative, senza bisogno di scavare il Pincio come una gruviera. Lo stesso numero di posti si può ricavare al Galoppatoio e ampliando il parcheggio di piazza di Spagna».