Pincio, entro 7 giorni il verdetto finale

Pincio, appena qualche giorno per decidere. Il verdetto finale sul parcheggio arriverà infatti la prossima settimana con una memoria di giunta. E metterà la parola fine a ogni polemica. I tecnici sono al lavoro per trovare una soluzione che salvi sia i resti archeologici sia il maggior numero dei 700 posti auto interrati. Ieri si è tenuto un vertice fra Atac, dipartimenti e comitato dei saggi. Erano presenti gli assessori capitolini ai Trasporti, Sergio Marchi, all’Urbanistica, Marco Corsini e alla Cultura, Umberto Croppi che si sono confrontati con i cinque saggi - Adriano La Regina, Marina Mattei, Giorgio Muratore, Francesco Rossi e Amedeo Schiattarella - della commissione costituita proprio per decidere il destino dell’opera.
Alemanno ha ribadito che «è stato fatto un lavoro molto serio e approfondito. Abbiamo raccolto altri elementi sulla base dei quali faremo ulteriori verifiche e accertamenti, sia sul versante tecnico, sia su quello procedurale e amministrativo», cioè «sulla correttezza della procedura, sui nullaosta e sulla stazione appaltante».
In difesa del Pincio, intanto, ieri è sceso ancora in campo Giuliano Ferrara sul Foglio. Dalle colonne dello stesso quotidiano ha detto «no al parcheggio» anche il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. Di parere diametralmente opposto il presidente di Romametropolitane, Chicco Testa, che sul Riformista confessa provocatoriamente: «Ebbene sì, sono uno degli stupratori del Pincio, uno degli ideatori. Ma è meglio conservare sottoterra le rovine o liberare Roma dalle auto?». Poi la stoccata a Italia Nostra: «Il loro obiettivo è che a Roma il sottosuolo deve restare sempre com’è. Tant’è vero che la stessa cieca opposizione la riservano alla nuova linea della metro C». Stessa tesi, più o meno, del sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro: «Le carte, e io le ho lette tutte, non parlano di alcun reperto di rilevanza tale da sconvolgere, con la costruzione del parcheggio, l’assetto archeologico e monumentale del Pincio». Quindi «se il Comune decidesse di bloccare i lavori, per logica conseguenza io mi dovrò opporre al proseguimento dei lavori della stazione metro C di piazza Venezia: non si vede perché al Pincio il parcheggio non si possa fare stando ai reperti giudicati non rilevanti, mentre la metro C, ben più invasiva dal punto di vista archeologico, si può fare».
«Non credo si volesse mettere sullo stesso piano il parcheggio del Pincio con un’opera come la metro C di grande interesse pubblico che tutti i romani aspettano» puntualizza però il coordinatore regionale di Fi Alfredo Pallone. «Se il problema del Pincio è tecnico, è inopportuno aprire un dibattito politico. Se, viceversa, il problema è politico, sono certo che il sindaco e il ministro dei Beni culturali sapranno individuare la migliore soluzione coniugando interesse paesaggistico e architettonico allo sviluppo della città». «Il parcheggio va comunque realizzato» per il capogruppo Pd al Comune, Umberto Marroni. Il consigliere del Pdl al I municipio, Fabrizio Sequi, lancia l’idea di un referendum fra i residenti. «Penso invece che Alemanno stia orientandosi sul Galoppatoio» sostiene Carlo Ripa di Meana, Italia nostra, dopo il colloquio avuto lunedì con il sindaco.