A Pinerolo la prima mostra del Museo del Design di Torino

Una selezione della collezione storica del Galliano dove il "Modernariato" rappresenta il nucleo della collezione così come la produzione industriale del secolo scorso

Dal 9 al 12 settembre, il grande design è di scena al Palazzo Vittone di Pinerolo, nell'ambito della 34ma Edizione della Rassegna dell'Artigianato Artistico. Il Museo del Design Galliano Habitat di Torino, con al suo attivo la raccolta e catalogazione dal 1961 ad oggi di oltre un centinaio di oggetti di design progettati dal 1907 al 1997, rivoluziona il concetto di museo: da statico a dinamico. E' il Museo che si sposta, non le persone. Questo concept museale non interferisce, ma interagisce con i luoghi e le persone in un mood "green thinking".
Al fine di sostenere e rafforzare la capacità di produrre innovazione di pensiero attraverso l'attività di sostegno e passaggio dei saperi intorno al design, di valorizzare la creatività e il capitale umano coinvolto nella progettazione, nonché incrementare l'attrattività nel territorio lungo l'asse Torino - None - Pinerolo, il Museo del Design Galliano Habitat propone dal 1° ottobre 2010 la mostra dal titolo Slow design part 2 presso i rinnovati spazi di via Micca 12 a Torino, di cui offre un anticipazione dal 9 al 12 settembre. A Pinerolo, presso l'aulico Palazzo Vittone, durante la 34ma Rassegna dell'Artigianato Artistico.
Una selezione della collezione storica dove il "Modernariato" rappresenta una base importante per la comprensione dell'evoluzione progettuale del design, così come la produzione industriale del secolo scorso, assegnando all'artigianato al sua naturale collocazione strategica nell'ambito della filiera di progetto. Il prototipo artigianale è infatti la base portante per l'avviamento successivo alla produzione seriale di qualsiasi oggetto. Un viaggio ideale intorno alla cultura di progetto tra ieri, oggi e domani attraverso una collezione storica che va dal textile, all'interior, all'industrial design. I pezzi selezionati, di prima o seconda serie di produzione, suggeriscono riflessioni sulla capacità molto "Made in Italy" di sviluppare creativamente nuove forme, che sono successivamente diventate parte integrante della nostra vita di tutti i giorni e tessuto culturale italiano nel mondo.