Pingitore lancia Vita da paparazzo «Non mi ispiro a Fabrizio Corona»

Nonostante il ricorso dell’ex ballerina Aichee Nana, su Canale 5 la miniserie con Pino Insegno e Lorenzo Crespi

da Roma

Il neologismo è ormai d'uso (anche internazionale) talmente comune, da far dimenticare che prima del 1960, e prima de La dolce vita, un fotoreporter era soltanto un fotoreporter. Ma cos’è che ne fece un «paparazzo»? E oggi, quarant'anni dopo, esistono ancora i paparazzi? «Vita da paparazzo vuol essere proprio questo - spiega Pierfrancesco Pingitore -. Il racconto di come, dalle folli notti di via Veneto a oggi, attraverso il mutare delle mode e del costume, è cambiato il mestiere più imprevedibile del mondo». I tavolini dei caffè e i portoni degli alberghi lungo la strada più sfavillante della Roma anni 60, dunque (fedelmente ricostruita a Cinecittà: impossibile trasformare in set quella vera); ma anche i salotti bene dell'epoca di Tangentopoli, nonché gli studi televisivi degli anni di Vallettopoli. Tutti i teatri degli scandali - insomma - alla rincorsa dei quali si sono sguinzagliati per quattro decenni i fotoreporter romani, sono al centro della miniserie in onda oggi e domani su Canale Cinque, per la regia di Pingitore. Che ne è l'ideatore nonché il «testimone oculare».
Entusiasta della ricostruzione (che andrà in onda stasera e domani nonostante il ricorso dell’ex ballerina Aichee Nana, protagonista del celebre striptease in Via Veneto) è Enrico Lucherini, che con Matteo Spinola fu tra i creatori «invisibili» della «dolce vita», inventando il mestiere - allora ignoto in Italia - del press agent. Tutto è narrato attraverso le avventure di due fotografi, interpretati da Lorenzo Crespi e Pino Insegno, che documentando quarant'anni di scandali italiani fotografano anche le crisi politiche dei ’90 e la corruzione della tv del 2000, fino all'arresto del figlio di uno dei due (l'attore Sergio Arcuri, fratello di Manuela) che, nelle sue vesti di titolare di un'agenzia fotografica, finisce in galera. «Ma la storia di Arcuri non s'ispira a quella di Fabrizio Corona - ci tiene a precisare Pingitore, in barba alle evidenti somiglianze -. Abbiamo semplicemente tratto spunto da numerosi fatti di cronaca, anche recentissimi». A popolare serate di baldoria e notti di scandalo, infine, ci saranno anche Milena Miconi, Luca Lionello, Hoara Borselli e Francesca Chillemi.