La pinguedine? Non è mai definitiva

PESCE Non servite pesce, se non siete certi della sua freschezza e della sua preparazione. Non prendete il pesce dal vassoio di portata, se non siete sicuri della vostra abilità nel mangiarlo. \ Se, comunque, vi trovate in piatto un pesce intero, triglia o merluzzetto, tagliategli, con il coltello e la forchetta da pesce!, testa e coda; apritelo per il mezzo, ed eliminate la spina centrale. Se vi trovate qualche spina laterale sulla forchetta, toglietela. Se in bocca, tentate con la maggior discrezione possibile di rimetterla sull’orlo della forchetta e di lì sull’orlo del piatto. Al ristorante, il cameriere potrà sempre prepararvi il pesce, se solo gli fate un cenno; ma i buongustai esigono di avere la loro sogliola intera, per gustarla davvero.

PIANEROTTOLI Non avevo mai pensato che i pianerottoli costituissero un problema, finché una lettrice mi chiese: «Quando le mie amiche vengono in gruppo a trovarmi ed io, aprendo loro la porta, esco per abbracciarle sul pianerottolo, chi rientra prima in casa? Io, per far strada, o loro, perché sono ospiti?». Rimasi perplessa: logicamente non si tratta di un minuetto, e rientrerà prima quella che si trova più vicina alla soglia, a meno che la padrona di casa non debba accendere un certo lume per evitare cadute generali. Tra giovani donne non si tratta di stabilire, né di serbare, precedenze: e tra vecchie non si tratta di saltellare sul pianerottolo. Semplicità, naturalezza, bontà, non ci sono altre leggi. Ma per i condomini non sarà male ripetere che l’onore del pianerottolo è un onore collettivo, e che non bisogna peccare contro il garbo della nostra dirimpettaia esponendo, noi, il bidone della spazzatura, o lasciando cadere, poi, le cartine delle caramelle. Targhe lustre, pavimento scintillante renderanno rispettabili il caseggiato e voi tutti.

PIANOFORTE Suonatelo solo se dovete salvare una funebre serata in campagna. Oppure se siete dei professionisti abbastanza sublimi da saperlo suonare «non» professionalmente, voglio dire senza le civetterie dei «rubato» e degli svolazzi. Ma ricordatevi che il miglior esercizio per ringiovanire le mani si chiama pianoforte e Rita Hayworth se ne serve tre volte al giorno (ma anche Charles Boyer!). Posate le due mani sul bordo del tavolo e sollevate solo il mignolo della destra, costringendolo a battere dieci colpi. Poi il mignolo della sinistra, e così via. Alla fine, alzate le mani in alto, fatele frullare per dieci minuti e le grosse vene, che chiaramente rivelano la vostra età matura, o i rossori che sfigurano la vostra età giovanile, saranno scomparsi.

PIETÀ Una pedagoga illustre, prima di assumere l’educazione di una ragazzina cieca, visse, per un mese, con gli occhi rigorosamente bendati, per rendersi conto delle difficoltà cui la sua allieva era sempre legata. E, senza ricorrere né ad infermità, né a rimedi così estremi, quanti tra voi hanno mai tentato di capire i miopissimi, i duri d’orecchi, i troppo sensibili? Nessuno, certo, e quando l’affetto o la buona educazione non intervengano, quasi tutti peccano di durezza: è inutile, ad esempio, impazientirsi con chi scende le scale pianissimo, tentando ogni gradino con il piede, aggrappandosi alla ringhiera, e istintivamente rifiutando di accettare i consigli: «Ma via, fa’ presto, ti ho già detto che ci sono ancora tre scalini soltanto. Non hai fiducia in me, quando ti assicuro che il pianerottolo comincia qui e non lì?». Allo stesso modo non bisogna urlare sgarbatamente nel timpano di chi ci sente poco, ma studiarsi di capire se, parlandogli lentamente, e di fronte, riesce a seguire il movimento delle nostre labbra; quasi tutti sono più sordi da una parte; piazziamoci, quindi, dalla parte opposta. Se una signora anziana o un nevrastenico provano una sensazione di panico attraversando la strada, non spingiamoli, non sollecitiamoli, ma accettiamo di aspettare, con loro, il segnale del vigile, il momento di calma assoluta; e pensiamo, sempre, che anche noi finiremo sordi, o orbi, o depressi o le tre cose insieme! E ci mostreremo pietosi rifiutando l’aperitivo che il giovane povero ci propone eroicamente davanti al bar di lusso; interrompendo le chiacchiere della signora Chi-chi che, a furia di vantare la Scala, Cortina e Miami, intimidisce le povere zitelline provinciali; distraendo il professor Nobili appena chiede al modesto ragionier Giuseppe la sua opinione sulla guerra delle Due Rose. La pietà ha tanti aspetti, ma una sola causa: la comprensione tenera e paziente del nostro prossimo, delle sue pene e delle sue paure.

PIGRIZIA «Lovely was I as Idleness», ha scritto Edith Sitwell: «Io ero adorabile, nella mia qualità di Pigrizia...». Siete certe di apparire incantevoli davvero quando indugiate a letto (un letto fresco, ben illuminato, ben circondato di oggetti graziosi, e voi, tra lenzuola impeccabili, con capelli pettinati, viso curato, pigre, ma perfette)? Siete sicuri di apparire simpatici nella poltrona della siesta? Virili nella sdraio delle vacanze? La pigrizia è un peccato mortale solo se definitiva, sciatta, insultante.

PINGUEDINE Non è ereditaria. Non è dovuta, se non raramente, a disfunzioni glandolari. Non è definitiva. E insomma, se siete pingui, vuol dire che mangiate o bevete troppo. O forse mangiate male: non solo i grassi, ma anche gli amidacei, possono esser disastrosi. Un cocktail, inghiottito distrattamente contiene dalle 135 alle 150 calorie. Un cioccolatino può essere catastrofico. Cercate di affezionarvi al sedano, alle carote, ai ravanelli, al cavolo, sempre crudi, sempre ben puliti e tagliati. Usate poco sale, e preferibilmente minerale. Pochissimo olio. Condimenti nuovi, ed abbastanza spiritosi, vi son forniti da un cucchiaio di ricotta, ben battuto con sugo di limone; o da un rosso d’uovo frullato con succo di sedano e carota. A Roma, il professor Simeons vi può far perdere una quantità di chili combinando al vostro semi-digiuno le iniezioni che liberino e rimettano in circolazione il vostro grasso-congelato.

POISE Mi limiterò a tradurre con «dignità» questa parola che per gli Americani e le Americane equivale una laurea in scienza di vivere. Poise, o sicurezza, può essere una dote istintiva: ci sono donne belle dalla nascita e uomini ricchi da generazioni che resteranno imperturbabili sempre e si sentiranno sempre all’altezza della situazione. \ La verità è quasi sempre sensazionale, spesso fulminante. Dite alla baronessa che vostro padre fa il ciabattino, qualora la baronessa vi chieda la professione paterna; dite al romanziere che non siete d’accordo con lui sul cattolicesimo-romantico; dite alla sofisticata che il vostro abito è fatto in casa, col modello carta, se vi chiede, negligentemente, «Dior?». In fondo, né la baronessa, né il romanziere, né la sofisticata possono, vogliono, devono, far qualcosa per voi. Tanto vale, quindi, rispettare, anche accanto a loro, voi stessi.

POSTA Solo chi sia innamoratissimo ha il diritto, e per una breve stagione, di chiedere, continuamente, se la posta sia arrivata, e di informarsi all’ufficio postale delle ore di consegna o di levata. Se la vostra posta viene semplicemente infilata nella cassettina della portineria, stabilite accuratamente il modo di portarla poi in casa: generalmente lo fa la domestica, la mattina, rientrando con la spesa, o il capo famiglia, rientrando all’ora di colazione, che è poi anche l’ora della seconda distribuzione mattinale. Se i diversi membri della famiglia sono in casa, la distribuzione può essere fatta subito; altrimenti è una buona regola lasciare il mucchietto sul vassoio destinato a quest’uso, nella stanza di ingresso e ciascuno, rincasando, controllerà da sé. \ Il segreto postale è inviolabile: anche per le mogli, anche per i mariti, anche per i bambini. Una madre ha il diritto di aprire le lettere dei figli solo se ha ragione di sospettare la loro condotta, altrimenti no. Un marito ed una moglie non hanno questo diritto, nemmeno se sospettano il peggio. Si chieda sempre il permesso di leggere le nostre lettere a chi in quel momento si trovi con noi e in genere, basta un breve cenno per la richiesta, un altro breve cenno per l’autorizzazione. \

POSTI A TAVOLA Alla destra della padrona di casa siede, sempre, l’uomo più importante, alla sua sinistra l’uomo immediatamente meno importante, e così via; alla destra del padron di casa la signora più importante, alla sinistra la seconda. Naturalmente, in fondo si trovano i figli, i nipoti, gli intimissimi, o le entità trascurabili. \ Naturalmente un capo di stato, un sovrano (anche esiliato), un principe ereditario, un’Altezza Reale prendono il posto del padrone di casa. Il Nunzio Papale, poiché rappresenta Sua Santità, passa prima di tutti. Un’Altezza Reale precede i Cardinali, i Cardinali precedono le Altezze Serenissime. Ma queste sono informazioni assolutamente supplementari, perché è ovvio che, se domani invitaste a colazione un’Altezza Reale, sareste certo in grado di conoscere le finezze del protocollo. E se non lo foste, l’Altezza Reale avrebbe sempre con sé qualche gentiluomo cui vi dovreste rivolgere per tutte le notizie possibili.

PUNTINI NERI Non solamente oscurano la vostra faccia, ma il vostro avvenire. Una ragazza punteggiata non troverà marito, né un giovanotto punteggiato impiego. Utilizzate una domenica mattina per massaggiarvi la faccia con una crema grassa, durante circa un quarto d’ora; esponete la vostra faccia, già ammorbidita, al vapore di una pentola di acqua calda; togliete i comedoni con l’apposito strumento; disinfettate; copritevi con un doppio spessore di garza intriso di astringente. Se necessario, ripetete l’operazione ogni domenica! Ma non sarà necessario se la vostra epidermide è normale ed era solo normalmente sporca; se è invece eccezionalmente grassa, sorvegliate la vostra dieta, e seguite per qualche settimana un regime vegetariano e crudista.
(7. Continua)