Pinochet resiste ma il Cile già litiga sul suo funerale

Condizioni «gravi ma stabili» per il 91enne ex dittatore colpito da infarto domenica e tuttora ricoverato dopo un’angioplastica. Saranno decisive le prossime ore

Roberto Fabbri

L’ex dittatore cileno Augusto Pinochet continua la sua lotta contro la morte in un letto dell’ospedale militare di Santiago, dove è ricoverato da domenica mattina in seguito a un infarto. Dopo l’intervento di angioplastica cui è stato sottoposto per ripristinare il flusso sanguigno nelle arterie occluse le condizioni di Pinochet, che ha da poco compiuto 91 anni, vengono definite dai medici «gravi ma stabili». «È difficile dire se è fuori pericolo - ha detto la scorsa notte il medico Juan Ignacio Vergara -. Le sue condizioni evolvono positivamente ma rimangono molto serie. La vita del paziente rimane in pericolo e le prossime 24-48 ore saranno decisive: ci potranno essere complicazioni renali, problemi respiratori e una nuova crisi cardiaca non può essere esclusa».
Intanto in Cile si riapre il dibattito - ma sarebbe meglio dire la polemica - sull’ingombrante figura dell’uomo che trentatré anni fa si mise alla testa di un colpo di Stato militare che abbatté con la violenza un governo legittimamente eletto, quello del socialista di sinistra Salvador Allende. Quell’uomo, Augusto Pinochet, comandò in Cile con il pugno di ferro fino al 1990, ma anche dopo il suo ritiro dallo scranno presidenziale ha continuato a condizionare la politica del suo Paese, e certamente a spaccare in due la società. E ancora oggi, anno di grazia 2006, il suo presente e il suo incertissimo futuro sono motivo di una profonda divisione fra i cileni.
Lo ha dimostrato la rissa tra sostenitori e oppositori dell’ex dittatore avvenuta ieri davanti alla cattedrale dove era in corso una veglia di preghiera per Pinochet. I carabineros sono dovuti intervenire per separare i due gruppi venuti alle mani dopo che gli oppositori si erano presentati davanti alla chiesa. Ma lo dimostra soprattutto la virulenta ripresa in Cile di polemiche che forse non cesseranno nemmeno con la morte dell’uomo che ne è la causa.
Tra chi gli è ostile non manca chi ritiene che la malattia di Pinochet venga utilizzata per fargli ottenere ingiusti vantaggi processuali. «Si ammala sempre quando intervengono situazioni interessanti», ha detto ad esempio Hiram Villagra, avvocato specializzato in diritti umani e procuratore dell’accusa in uno dei processi contro l’ex dittatore. Secondo Villagra i problemi di salute del nonagenario Pinochet «vengono costantemente ingranditi ed esagerati come parte della sua strategia di difesa». L’avvocato fa notare che in questo caso l’infarto si è manifestato proprio pochi giorni dopo che erano stati decisi nuovi arresti domiciliari nell’ambito del processo sulla cosiddetta «carovana della morte», una tragica sequenza di omicidi che si sviluppò dopo il golpe del 1973. È un fatto che le precarissime condizioni di Pinochet abbiano fatto sì, ancora una volta, che gli sia stata concessa dal tribunale la libertà provvisoria su cauzione (l’equivalente di circa 1600 euro già pagati dalla famiglia).
Dalla parte dei simpatizzanti dell’ex dittatore, ovviamente, si grida - come ha fatto ieri il generale in pensione Luís Cortes Villa, presidente della Fundación Augusto Pinochet - alla «calunnia» e alla «mancanza di rispetto verso il generale, i medici e l’ospedale militare».
Un’altra questione che agita i cileni è quella del futuro - e verosimilmente non lontano - funerale di Pinochet. Anche qui ci sono due partiti contrapposti. I simpatizzanti sostengono l’«ultima volontà» espressa dall’anziano golpista, quella di vedersi accordare solenni esequie di Stato in qualità di ex presidente della Repubblica. Gli oppositori inorridiscono, ricordando le tremila vittime e i ventottomila torturati della dittatura e facendosi forti del sostegno mostrato a parole dalla presidente Michelle Bachelet. In mezzo ci sono i militari, che vorrebbero i funerali solenni per il Pinochet ex comandante in capo, ma non per l’ex presidente. Ma l’ultima sul poco allegro argomento l’avrebbe detta lo stesso morituro: cremate la mia salma in modo che ne sia possibile una sepoltura discreta.