Pinotti votata dal Fli: la «pensata» di Gadolla fa litigare i futuristi

(...) Ieri Nan, avvocato, uomo solitamente mite e riflessivo e di scarsa propensione alla collera, ha dovuto imbracciare ancora una volta la clava nei confronti di un subordinato nella gerarchia di partito. Gadolla, appunto: «Pinotti candidata a sindaco appoggiata da Futuro e libertà? Non se ne parla neanche!» le testuali espressioni di Nan. Che aggiunge: «È un’ipotesi di pura fantasia, tutta personale. Il nostro candidato verrà individuato prima della pausa estiva. E al momento Enrico Musso è in pole position». Più chiaro di così, c’è solo l’allontanamento dal partito. E il fatto che non venga attuato, o anche solo rinviato, nel caso di Gadolla (o di Olivari), pare dovuto più allo scrupolo di non limare ulteriormente i ranghi dei «futuristi» che alla malizia di nascondere il dissenso dietro il dito della «normale dialettica interna»... Anche perché l’entusiasmo del coordinatore genovese del Fli per la senatrice Pinotti, «molto in gamba, molto intelligente e avanti rispetto alla politica di oggi» - così recita l’inno di Gadolla - resta isolato: «Non esiste alcuna possibilità che il nostro partito trovi un’intesa con il Pd, perché abbiamo valori diversi - tuona Giuseppe Murolo, consigliere comunale e vicecoordinatore vicario ligure -. Inoltre voglio ricordare che Gadolla non ha alcun titolo per fare accordi a livello genovese. Sono pienamente d’accordo con Nan». Col quale peraltro, negli ultimi tempi, tanto per cambiare, sono affiorati «distinguo». Scende in campo - quasi a dimostrare il tutti contro tutti nel Fli - anche Rosella Oddone Olivari: «Le dichiarazioni di Gadolla sono destituite di ogni fondamento - dichiara -. Noi stiamo appoggiando da mesi Musso e presto decideremo chi appoggiare come candidato sindaco a Genova; di sicuro non saranno né la Pinotti, né altri rappresentanti della sinistra che ha governato male la città».
Sulla vicenda dai tratti originali (o surreali?) di un sedicente esponente di centrodestra che «vota» una autorevole rappresentante della corrente-Franceschini del Pd, interviene il senatore Giorgio Bornacin, coordinatore metropolitano del Popolo della libertà: «L’espressione di sentimenti di Gadolla - è il giudizio tagliente di Bornacin - mi ricorda, guarda un po’, la commedia musicale “Aggiungi un posto a tavola“. L’uomo, insomma, chiede di entrare a far parte della “buona società“ di sinistra. Credo che gli elettori del Fli (o presunti tali, visto il seguito minimo di consensi a livello locale e nazionale), possano capire - conclude il coordinatore genovese del Pdl - qual è l’avventura dei futuristi. Il problema, per Genova, non è trovarsi a fare i conti con Pinotti o Vincenzi, ma scardinare il sistema di potere gestito dalla sinistra che ha distrutto la città. Diamoci da fare per questo, e lasciamo il Fli a prendersela con se stesso».