Pinto: «Henriquet? Io non processo i santi»

Piero Pizzillo

«Ma cosa volete che vi dica, tanto il processo l’avete fatto voi: il professor Franco Henriquet è un benemerito, è un santo, e io sono il reprobo che lo accusa. Ma io non faccio il processo ai santi. Faccio il magistrato. Comunque, le tirate retoriche non fanno piacere a nessuno». É quanto detto ieri al cronista dal sostituto procuratore Francesco Pinto dopo la lettura dei resoconti giornalistici sul caso del direttore dell’associazione «Gigi Ghirotti», indagato per detenzione di stupefacenti in seguito al ritrovamento in un armadio di un sacchettino con i medicinali restituiti dai parenti di un paziente deceduto, in quanto non utililizzati ma che possono servire per altri malati curati dall’associazione, contenente, purtroppo per un errore dei predetti familiari, due scatole di morfina e cinque o sei di gardenale classificati come stupefacenti e oppiacei. «Inoltre - ha aggiunto il pubblico ministero - faccio rilevare che i giornali fanno le campagne contro la droga, ma poi sottovalutano la severità della legge in materia di uso, spaccio e detenzione di stupefacenti». Facciamo presente al magistrato che il professore (è difeso dall’avvocato Massimo Boggio) non sapeva di quell’involucro, nè del suo contenuto, e che, pertanto, non doveva rispondere di alcun reato. Infatti, a conclusione della memoria difensiva presentata martedì pomeriggio nel corso dell’interrogatorio, in cui si è avvalso della facoltà di non rispondere, chiedeva l’archiviazione del procedimento anche «per l’impatto negativo che notizie fuori controllo hanno sull’immaginme pubblica e soprattutto sull’attività di un’associazione di volontariato che si finanzia attraverso donazioni e contributi di privati». «Io invece - ha risposto il pm - sono convinto che il professore Henriquet era a conoscenza della detenzione e vado avanti nell’inchiesta». D’altronde , ha aggiunto, sono un magistrato, vi sono stati una perquisizione e un sequestro e devo trarne le conseguenze, applicando la legge.
«Il professore Henriquet, persona encomiabile, sta dedicando la propria vita a lenire le sofferenze dei malati - sostiene da parte sua l’ex governatore Sandro Biasotti -. La Magistratura dovrebbe, in casi eccezionali come questo, dimostrare una grande flessibilità nell’interesse della comunità e far sì che una figura come il professore Henriquet non sia coinvolta, ma che gli sia restituita, anzi, quella serenità indispensabile per proseguire la sua azione di cura ai malati terminali. Io ho avuto il grande piacere di conoscerlo e di dare alla sua Associazione Gigi Ghirotti i primi dodici posti letto in una struttura adeguata a Bolzaneto. Mi dispiace, perciò, sapere che gli ulteriori ventotto posti letto, da noi già deliberati, vengano ora messi in discussione dalla giunta Burlando. Auspico che questa vicenda si risolva al più presto sia per il professore Henriquet che per la sua Gigi Ghirotti».
Intanto anche la Federazione Regionale degli Ordini Liguri, apprese dai quotidiani le notizie che hanno visto coinvolto il professor Henriquet, gli ha espresso la propria solidarietà al riguardo «per il fantastico e instancabile impegno sociale ed altruismo con il quale il professore ha sempre agito».
«Il professor Franco Henriquet - afferma il presidente Alberto Ferrando - da anni a capo di un gruppo di volontari, ricopre una figura sia come uomo che come medico di non poco conto soprattutto nei riguardi dei malati terminali. Bisogna considerare con quanta abnegazione egli si sia dedicato e tutt’ora si dedichi ad alleviare loro il dolore che purtroppo li attanaglia costantemente sino all’ultimo. I presidenti degli Ordini Liguri componenti la Federazione Regionale auspicano che le riferite irregolarità amministrative, rilevate durante il sopraluogo dei Nas, in merito a detenzioni di sostanze stupefacenti, evidenziate dagli articoli, siano valutate dalla Magistratura nella giusta misura e si augurano sin d’ora che il professor Henriquet non abbassi la guardia ».