Pio XII: «Salvate quanti più ebrei possibile»

Pio XII diede ordine di accogliere «quanti più ebrei possibile negli istituti religiosi e nelle catacombe» ed esiste un documento che lo attesta. Lo ha affermato ieri pomeriggio il cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, intervenendo alla presentazione di un libro sull’«Opera Salesiana Pio XI» all’Appio Tuscolano di Roma. Ai giornalisti che gli chiedevano di commentare la recente polemica per la didascalia su Papa Pacelli, esposta allo Yad Vashem di Gerusalemme e giudicata «offensiva» dalla Santa Sede, il porporato ha risposto citando un documento datato 25 ottobre 1943. Una circolare vaticana che «invitava tutti ad accogliere quanti più ebrei possibili. È un’epopea che non possiamo dimenticare», ha detto Bertone.
Il Segretario di Stato ha quindi ricordato che in quel periodo «in Polonia mettevano a rischio la propria vita per salvare gli ebrei. Erano atti eroici che ci furono anche in Italia e questo è il caso dell’Istituto Pio XI che era all’avanguardia in questo senso con questi gesti».
Di un ordine scritto proveniente da Roma aveva parlato don Aldo Brunacci, sacerdote scomparso due mesi fa, il quale ha raccontato di aver visto una lettera arrivata al vescovo di Assisi, Giuseppe Placido Maria Nicolini «il terzo giovedì del settembre 1943», dunque il 16 settembre di quell’anno. La missiva conteneva istruzioni impartite a nome del Papa e chiedeva che la diocesi si adoperasse in favore degli ebrei. Il documento a cui ha accennato Bertone sembra successivo, e dev’essere stato emanato dalla Segreteria di Stato di Pio XII dopo la razzia del ghetto di Roma.
Un’ulteriore prova, la prima davvero scritta, è stata recentemente ritrovata e pubblicata dal mensile 30Giorni. Si tratta del memoriale inedito del monastero romano delle agostiniane di clausura annesso alla basilica dei Santi Quattro Coronati, alle pendici del Celio. Nel «diario» ufficiale della comunità, che raccoglie le cronache della vita monastica, in una delle pagine dedicata al 1943 si legge: «In queste dolorose situazioni il Santo Padre vuol salvare i suoi figli, anche gli ebrei, e ordina che nei monasteri si dia ospitalità a questi perseguitati, e anche le clausure debbono aderire al desiderio del Sommo Pontefice...».
«Sostenere che questa grande opera di carità sia stata messa in atto senza che il Papa lo sapesse - ha commentato il professor Matteo Luigi Napolitano, docente all’Università del Molise - significa non conoscere i meccanismi che regolano la Santa Sede. Il Papa sapeva e aveva ordinato di accogliere gli ebrei».