Pioggia di emendamenti sul pacchetto anti-crisiGiarda: modifiche limitate

<p>Il premier torna sul decreto salva-Italia: "Per gli effetti ci vorrà tempo ma le misure  d’urto funzioneranno". A chi parla di impopolarità: "Non dobbiamo vincere le elezioni"</p>

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Bruxelles dopo il vertice tra i capi di stato dell'Eurozona, il premier Mario Monti torna a parlare della manovra economica e sull'accoglienza che gli altri dell'Unione hanno riservato alle misure intraprese dal governo italiano.

La manovra "ha consentito all'Italia di affrontare con maggiore serenità" il vertice, dice il professore, "e dare un contributo più attivo e accettato dagli altri". Le giornate di ieri e oggi sono state fondamentali "per avviare a soluzione sistemica la crisi dell'eurozona", mentre le "misure prese dall'Italia, apprezzate da tutti" avrebbero dato al Paese una nuova credibilità nel presentarsi ai partner europei.

Il premier ha poi sviscerato diversi aspetti della manovra varata nei giorni scorsi, facendo chiarezza sulla scelta di toccare i capitali scudati. La decisione andrebbe nella direzione non "della lotta all'evasione", che andrebbe applicato su capitali all'estero, "ma su capitali rientrati avvalendosi di forme di condono. Ci siamo detti contrari a una politica in questo senso - ha continuato il premier - che è già stata tentata in passato". Altri sono i provvedimenti che il governo vede di buon occhio contro l'evasione, ad esempio "la tracciabilità, il numero massimo delle transazione che possono essere fatte in contanti".

Ma sull'intervento statale permangono molti dubbi. I partiti hanno preannunciato in questi giorni un numero ingente di emendamenti, circa 1300, sui quali Monti non si esprime, sottolineando come "della cosa si stia occupando Giarda" ed evitando di fare distinguo tra gli emendamenti che potrebbero essere accolti e quelli che invece non incontrerebbero il favore dell'esecutivo. Certo è però che "non potranno essere toccati non solo i saldi", ma anche "le riforme strutturali definite e la distribuzione dei carichi". Ed è lo stesso ministro Giarda a replicare alle dichiarazioni del premier, facendo presente che "lo spazio di modifica sarà decisamente limitato".

Questo a prescindere dalle critiche avanzate da qualsiasi parte. "Sarebbe sorprendente se non ci fossero resistenze", commenta Monti, ricordando la consapevolezza del Governo "sul forte impegno chiesto agli italiani, che non si può chiedere solo a una piccola categoria più agiata", ma evidenziando anche come l'alternativa sia "potenzialmente disastrosa". Certo è, torna a ribadire, dando ragione ad alcuni commenti emersi nei giorni scorsi, che "se avessi avuto almeno sei mesi, avrei fatto qualcosa di più equo, anche se a noi non interessa essere popolari ma fornire un servizio". Comunque sia, secondo Monti il governo non deve temere le critiche perché: "A differenza dei partiti, non ha la preoccupazione di vincere le elezioni".

Il premier tocca anche uno dei temi caldi emersi più di recente, parlando di Ici sugli immobili della chiesa, argomento già toccato ieri dal ministro della Cooperazione e Integrazione Andrea Riccardi e da diverse parti politiche, limitandosi però a dire che "non è ancora stata presa nessuna decisione in merito".