Pioggia di interrogazioni sull’incendio che ha gettato nel panico il Policlinico

Tutti se la prendono con il direttore generale Montaguti: «Il
management ha dimostrato ancora una volta di non essere all’altezza» La
Cdl: commissariare l’Umberto I. Critiche anche da Cisl e Fials

Dopo l’incendio divampa la polemica sull’Umberto I. Ancora una volta nell’occhio del ciclone il Policlinico e il suo direttore generale Ubaldo Montaguti. All’attacco non solo il centrodestra, che chiede il commissariamento della struttura, ma anche sindacati politicamente vicini alla giunta Marrazzo.
«Ancora una volta la disorganizzazione perpetrata dal direttore generale Montaguti porta all’attenzione delle cronache la grave situazione del Policlinico Umberto I che va subito commissariato», hanno attaccato in una nota congiunta il senatore Domenico Gramazio e i consiglieri regionali Antonio Cicchetti e Tommaso Luzzi, tutti di Alleanza nazionale. Gli esponenti di An hanno così presentato un’interrogazione urgente, rispettivamente, al ministro della Salute Livia Turco, all’assessore alla Sanità Augusto Battaglia e al presidente della Regione Marrazzo per chiedere che «si intervenga in modo radicale per ridare al Policlinico una gestione intelligente e altamente professionale».
«È l’ennesimo episodio dello stato confusionale in cui versa l’Umberto I - per il senatore e responsabile Sanità di An Cesare Cursi -. La speranza è che dalla commissione d’inchiesta escano indicazioni precise sulle responsabilità personali e un aiuto a ministero e Regione per dotare il Policlinico di una dirigenza all’altezza».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Cisl del Lazio. «Il management ha dimostrato anche in questa occasione di non essere all’altezza di una struttura così importante - ha dichiarato il segretario regionale Tommaso Ausili - La Cisl e la funzione pubblica sanità della Cisl del Lazio chiedono all’assessore Battaglia, al presidente Marrazzo, una convocazione immediata delle organizzazioni sindacali, unitamente al direttore generale per discutere della pianta organica, dell’atto aziendale, delle liste di attesa, del precariato e dei servizi da reinternalizzare». La Cisl ha ricordato poi i «tre casi di morte accertate per legionella e i due avvisi di garanzia ricevuti dal direttore generale Montaguti e da quello sanitario Dal Maso».
La Fials richiede invece le dimissioni non solo dei vertici aziendali ma anche dei responsabili dell’ufficio tecnico. «La Regione ha abbandonato in balia di sé stessa l’amministrazione del più importante polo sanitario universitario d’Europa - recita il comunicato Fials -. L’incendio di stamattina poteva provocare una catastrofe. La Fials già da tempo aveva chiesto la revoca dei contratti in essere dei responsabili dell’ufficio tecnico assunti non tramite procedure concorsuali ma per chiamata diretta».
All’attacco dell’assessore Battaglia il capogruppo alla Pisana della Dc per le Autonomie Fabio Desideri: «Non c’è mai un’ultima brutta notizia sul Policlinico Umberto I ma sempre una penultima. Purtroppo. La serie nera non ha fine nonostante gli annunci di rinnovamento del centrosinistra. È certo che in un Paese normale il responsabile della Sanità regionale avrebbe già tolto il disturbo. Sommessamente. E chiedendo scusa».
«Ci auguriamo che l’assessore Battaglia voglia dare al più presto comunicazioni all’aula per chiarire quanto è successo», chiede il consigliere regionale di Forza Italia Alfredo Pallone. E se il Codici ricorda che anche la scorsa settimana si era verificato un principio di incendio nel reparto di urologia, secondo il consigliere regionale azzurro Stefano De Lillo «questa situazione rischia di produrre sfiducia e perdita di credibilità per questa prestigiosa struttura sanitaria. Per questo nessuno può più permettersi il lusso di temporeggiare: chiediamo al più presto spiegazioni serie, concrete, documentate da parte dell’amministrazione del Policlinico, da parte dell’assessore alla Sanità e da parte del presidente Marrazzo».