Pioggia di milioni, ma solo su Roma

Cattive notizie per i capoluoghi di provincia italiani. Buone notizie per il Campidoglio. L’ultimo rapporto della Cgia di Mestre (associazione che raccoglie artigiani e piccole imprese) dimostra - dati alla mano - che i fondi statali destinati quest’anno ai comuni capoluogo sono diminuiti in media del 4,8 per cento.
Tra i pochi fortunati il Campidoglio che continua a godere dei privilegi offerti dalla legge su Roma Capitale. Per la città eterna, infatti, i fondi statali sono aumentati dell’11,6 per cento (121,4 milioni previsti nello scorso anno agli attuali 296,4 milioni di euro). E l’entusiasmo del nostro primo cittadino si vede anche nel dinamismo con il quale ha firmato le prime quattro (delle 21 in totale) ordinanze per opere pubbliche grazie ai nuovi poteri di Commissario speciale.
Roma quindi può continuare a godere dei favori dell’amministrazione centrale e i segni più evidenti di questa «attenzione» saranno il ponte della Scienza, che collegherà i quartieri Marconi e Ostiense, il Ponte della Musica che unirà il rione Flamino al rione Prati (solo per citare i primi progetti che vedranno la luce grazie a questo iter amministrativo privilegiato cui si aggiunge poi il prolungamento della linea A della metro da Anagnina a Tor Vergata e il parcheggio del Pincio).
La sorte della Capitale non è condivisa, però, dagli altri capoluoghi del Lazio. La più penalizzata è Viterbo, che vede scendere i fondi erariali del 9,2 per cento, seguita da Rieti (-9,1 per cento), Frosinone (- 7,9 per cento) e Latina (- 4,8 per cento).
Sulla diversa distribuzione delle risorse tra città e città, Giuseppe Bortolussi - segretario della Cgia di Mestre - osserva che «purtroppo, questi differenziali sono legati ancora agli effetti della spesa storica. Un tempo più ci si indebitava e maggiori erano i trasferimenti che si ricevevano dal centro per compensare questi passivi. In pratica si premiavano quelle amministrazioni comunali che spendevano di più, anche se spesso questi soldi non erano utilizzati con oculatezza e non portavano alcun vantaggio alla collettività».
Alla luce di questi nuovi dati assumono, poi, un rilievo diverso quelli offerti sempre dalla Cgia di Mestre lo scorso 23 febbraio e riguardanti l’aumento dell’addizionale comunale Irpef per il 2007. La Capitale, questa volta, sta in cima alla classifica per l’aumento dell’imposta pari al 74,3 per cento (a fronte di un aumento medio su scala nazionale dell’8,4 per cento).