Pioggia di soldi alle Asl: erano quelli delle tangenti

Una volta tanto ci sono soldi che entrano nelle casse della sanità pubblica regionale. E sono davvero tanti soldi. Un «tesoretto», pari a 38 milioni di euro, sequestrati dai carabinieri all’imprenditrice della sanità privata Anna Giuseppina Iannuzzi, meglio nota come «Lady Asl» e al marito Andrea Cappelli. Il gip del tribunale di Roma, Adele Rando, su richiesta dei pm Giancarlo Capaldo e Giovanni Bombardieri, ha infatti disposto che questo denaro venga restituito alle Asl Roma B e Roma C. Il provvedimento si inserisce nella mega-inchiesta sulle Aziende sanitarie locali, che vede coinvolti politici eccellenti, funzionari e imprenditori e che ha già portato alla condanna, il 5 marzo scorso, di Anna Iannuzzi e del marito, rispettivamente a 8 e 6 anni di reclusione, con l’accusa di associazione a delinquere e peculato. I 38 milioni di euro che oggi tornano nelle disponibilità della sanità regionale furono sequestrati nel gennaio 2006 dai conti correnti delle società «Ims srl» e «Medi.Com». Secondo l’accusa, due società fantasma utilizzate dai coniugi Cappelli per ricevere indebite erogazioni di denaro pubblico mediante la messa a punto di mandati di pagamento falsi, realizzati con la complicità di alcuni alti funzionari delle Asl Roma B e C. E proprio uno di loro, Paolo Ippopotami, funzionario delle due Asl in epoche diverse, è stato condannato ieri dalla terza sezione della Corte d’Appello di Roma a 5 anni e 4 mesi di reclusione per truffa e al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di quasi 7 milioni e mezzo di euro a beneficio dell’Asl Roma C e di ulteriori 200mila euro circa destinati all’Asl Roma B. Una pioggia di soldi, dunque, che si aggiunge ai 38 milioni di euro sequestrati sui conti dei coniugi Cappelli. Ma a finire nei guai giudiziari non sono stati solo imprenditori e funzionari, coinvolti anche esponenti del mondo politico impegnati nel traffico di mazzette. A causa di questo «fondo tangenti» è stato condannato anche l’ex assessore regionale ai Trasporti Giulio Gargano, che ha patteggiato una pena di 4 anni e 4 mesi di carcere.
Comunque, da oggi alle Asl romane B e C, ormai alla stregua di Paperon De’ Paperoni, torna il maltolto.
Ma c’è di più: la procura capitolina ha infatti disposto il sequestro preventivo anche di 4 immobili, di proprietà della coppia Iannuzzi-Cappelli, fra cui anche una grande villa in via dei Casali delle Cornacchione a Roma. È la prima volta che in Lazio si procede alla confisca dei beni e dei proventi che derivano dalle tangenti sulla sanità. Soddisfatto dunque il governatore Piero Marrazzo che ha commentato: «Quello che viene oggi dagli inquirenti è un segnale importante, un esempio di rapidità ed efficienza della giustizia, ed è soprattutto la dimostrazione che l’illegalità non paga in questa Regione». E in giunta c’è già chi chiede che tutto questo denaro sia destinato all’abbattimento delle liste d’attesa; e che gli immobili sequestrati siano usati per fini sociali.