Piove e torna l’incubo Il Seveso e l’Olona rompono gli argini

Al terzo giorno di pioggia consecutivo il Seveso ieri è di nuovo esondato. Il fiume, che raccoglie le acque dalla provincia di Como e Varese e di 32 piccoli affluenti nel raggio di 15 km intorno a Milano, è uscito dagli argini intorno alle 2, invadendo l’area d Niguarda e la zona di piazza Istria, piazza Caserta, via Veglia. Contenuti i disagi, grazie all’orario dell’esondazione e alla velocità degli interventi. Le acque hanno cominciato a ritirarsi verso le 5, tanto che alle 7 l’allarme era rientrato. Sempre all’alba è esondato anche l’Olona a nord della città, mentre il Lambro è rimasto sotto osservazione per tutta la giornata.
Mentre si cerca di tamponare l’emergenza, anche se di emergenza non si dovrebbe trattare dato che le piogge di questi giorni non sono paragonabili a quelle del 18 settembre, la politica va avanti per cercare soluzioni.
Ieri mattina il presidente della provincia Guido Podestà e l’assessore ai Lavori pubblici del Comune Bruno Simini, incaricato dal sindaco di occuparsi della questione, hanno effettuato un sopralluogo a Palazzolo Milanese per verificare il funzionamento del canale scolmatore. «Lo scolmatore, una sorta di chiusa, è insufficiente - spiega Simini - anche in una giornata di pioggia di normale portata, infatti, viene scavalcato da circa 85 cm di acqua». L’unico modo per gestire le piogge stagionali dunque sembra essere la realizzazione della vasca di laminazione a Senago. «Il canale scolmatore bis - spiega ancora Simini - esiste già, ma non è in funzione; per poterlo usare bisogna prima realizzare la vasca di contenimento e assorbimento dell’acqua. La vasca di Senago, diventa indispensabile per gestire le piogge ordinarie, non un’emergenza come quella di settembre, per cui serve un progetto organico che i tecnici di Mm stanno studiando».
Intanto la Regione sta aspettando il via libera della Corte dei conti che rende operativo l’accordo di programma siglato il 4 novembre con il Ministero per l’Ambiente. Un piano da 240 milioni di euro di cui 75 destinati alla Provincia (23,4 solo per i canali scolmatori) e 10 milioni per la vasca di laminazione. «Una vasca - specifica l’assessore regionale al Territorio Daniele Belotti - che non sarà uno stagno perenne: si riempirà solo pochi giorni l’anno». La posizione del Comune di Senago, contrario all’opera, sembra essersi ammorbidita: gli enti coinvolti si sono detti disponibili a studiare con l’amministrazione collocazione e modalità di realizzazione dell’opera, e a venire incontro alle richieste della giunta. «La politica ha dimostrato un’attenzione particolare per il nostro territorio» conferma Franca Rossetti, sindaco di Senago.