Piper si schianta a Piacenza: morto «hurricane» Manzaroli

Il presidente dell’aeroclub di Bresso era partito da Malta

In volo aveva la propensione a sfidare i temporali, per questo gli amici lo chiamavano «Hurricane». Roberto Manzaroli, presidente dell’Aeroclub di Bresso, lunedì mattina si è però trovato di fronte a una sfida ancor più difficile. Era in volo insieme a Luigi Lotti (35 anni, nato a Soncino nel cremonese e abitante a Fornovo San Giovanni, in provincia di Bergamo), anche lui deceduto, su un aereo Piper PA31. Il velivolo è precipitato, per cause ancora da accertare a Centena di Ferriere, in provincia di Piacenza. L’aereo, decollato da Malta, era diretto a Linate. L’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo ha aperto un’inchiesta per stabilire le cause dell’incidente. Lascia la moglie Rossella e la figlia, Stefania 23 anni che sta a sua volta prendendo il brevetto di volto.
Manzaroli, 60 anni compiuti il 21 settembre, era da nove anni presidente dell’Aeroclub, a cui si era iscritto 25 anni fa. Pilota esperto, con circa cinquemila ore di volo alle spalle, aveva preso il brevetto nel 1983, abilitato tra l’altro al volo strumentale e al volo aliante. Titolare di una azienda di accessori per macchine tessili, dedicava la maggior parte del suo tempo alla sua passione: il volo.
«L’amico Roberto, che ha ricoperto per anni la carica di team manager della Nazionale di Acrobazia, ha combattuto numerose battaglie a favore dell’aviazione generale e sportiva, distinguendosi in più di un’occasione per competenza, capacità negoziale e concretezza al limite della “tigna”» spiegano con le lacrime agli occhi gli amici. Solo pochi mesi fa i colleghi si erano congratulati con lui per la nomina a consigliere di amministrazione di Enav, arrivata quasi contemporaneamente a quella di commissario straordinario dell’aeroclub di Bergamo. Durante il suo mandato i piloti infatti speravano che riuscisse a introdurre «modifiche nella gestione dello spazio aereo italiano, uno dei più ostici ed irrazionali del mondo per non parlare delle restrizioni al volo acrobatico che vengono imposte quotidianamente a protezione di invisibile traffico commerciale».
Anche i soci dell'Aeroclub hanno appreso la notizia con incredulità. Tutti si sono dimostrati concordi nel promuovere i nove anni in cui Manzaroli è stato al vertice della struttura bressese. A terra infatti, il presidente non era più chiamato «Hurricane» ma «Diplomat» per la sua «raffinata tecnica negoziale». In quasi un decennio era infatti riuscito a introdurre sostanziali cambiamenti alla flotta dell’Aeroclub, una delle più numerose fra le scuole di volo italiane, costituita da 24 velivoli.
Roberto Manzaroli, insieme ad alcuni colleghi è anche riuscito a realizzare il progetto «Voliamo insieme» per permettere a tutti di fare «gite fuori» porta accompagnati da piloti esperti utilizzando un mezzo decisamente «alternativo». Sotto il suo mandato per la prima volta un aereo da turismo partito da Bresso ha fatto poi il giro del mondo.