Pippo Civati il diessino scaricato dai Ds

«Un consiglio a Sergio? Meglio non parlare». Suggerimento da Pippo Civati all’omonimo Sergio. Che, malgrado se stesso, ha già conquistato uno strapuntino nella sala consiliare di Monza. Esagerazione? No, Pippo Civati nel 2002 ha conquistato quasi seimila preferenze, poi triplicate alle Regionali e, quindi, in quel di Monza ci sarà chi voterà a occhi chiusi Sergio pensando sia Pippo. Ah, Sergio è candidato nella lista dell’Ulivo mentre Pippo non lo è più. Giuseppe «Pippo» Civati l’hanno lasciato a casa. Sì, il segretario cittadino Ds non è impegnato in campagna elettorale e può così trascorre le giornate bighellonando per Monza o leggendo un libro di filosofia. Come mai non l’hanno ripresentato? Avrebbe sottratto voti agli altri candidati, dicono. Già, Pippo è una macchina da guerra e se replicava il consenso del 2002 rischiava di oscurare non solo il sindaco rosso ma anche tutti (o quasi) i colonnelli ds locali. Uscita di scena commentata dai monzesi doc ai tavolini del «Tie Rose» di piazza Duomo e pure sui giornali locali, il Cittadino e il Giornale di Monza. Mentre l’Esagono non riesce a imbroccare l’altra notizia, Civati (Pippo), l’enfant prodige della sinistra monzese è stato fatto fuori anche dalla segreteria regionale della Quercia. Lui, Pippo, non è under 40 come richiesto dal neosegretario Maurizio Martina. Fuori da tutto (o quasi). Ma qual è il suo peccato originale? Archivio e, oplà, ecco la notizia: un anno fa, Civati, denunciò la gestione ulivista delle liste blindate alle politiche e quindi si dimise. Film replicato alle amministrative 2007\