Pirandello, il trionfo della femminilità

Paola Quattrini e Roberto Alpi in «Ma non è una cosa seria», la commedia agrodolce che va in scena fino al 5 marzo

Valentina Fontana

Dalla casalinga frustrata alla moglie sottomessa. Da Dora Valenti, protagonista della commedia inglese Oggi è già domani a Gasparina, l'apparente "donnetta" senza aspirazioni e senza femminilità della commedia pirandelliana Ma non è una cosa seria. In ventiquattr’ore Paola Quattrini cambia personaggio, pièce, passando da un ruolo all'altro con grande facilità, «un po' come si faceva una volta - commenta - quando si preparavano e si recitavano spettacoli in pochissimo tempo». Così, l'attrice romana dalla Sicilia sbarca al Teatro San Babila di Milano per interpretare la timida e mortificata Gasparina, vittima squisitamente borghese di Ma non è una cosa seria, dal 7 febbraio al 5 marzo.
«In verità - continua la Quattrini - è la commedia in cui Pirandello dimostra di amare di più le donne. Si potrebbe definire il trionfo della femminilità, la rivalsa di una donna che ritrova la sua dignità».
Già, perché se all'inizio Gasparina si trova a essere la moglie prescelta per gioco dall'impenitente dongiovanni Memmo Speranza, che decide paradossalmente di prender gentil consorte proprio per non correre il rischio di sposarsi e per continuare a fare quello che vuole, la volubilità del protagonista, interpretato da Roberto Alpi, lo porterà alla fine a innamorarsi realmente della donna che nel frattempo diventa bella e desiderabile .
«È ormai antica sapienza - scriveva Emilio Cecchi - che nelle commedie di Pirandello il sipario si alza quando tutto quello che doveva accadere, in senso di "avventura", "intrigo", "fatto", è già accaduto e, aggiungiamo, il sipario cade quando tutto quello che dovrà accadere, per conseguenza di quell'avventura, di quell'intrigo, di quel fatto, comincia appena ad avere inizio». Così, anche in questo caso, il sipario cala quando le avventure e gli intrighi cominciano a avere inizio e Memmo si renderà conto, dopo aver rincorso donne superficiali e leggere, che varrà la pena trasformare il matrimonio in una cosa seria.
«Mi piace questa donna che parla poco e pensa molto - confessa la Quattrini -. Mi piace il passaggio interiore attraverso il quale ritrova la sua dignità. I silenzi di Gasparina sono straordinari, in scena li vivo pensando e, forte della mia personalità, cerco di creare quella fondamentale comunicazione fra attore e pubblico».
Nell'allestimento della Compagnia Molise Teatro e Teatro Sicilia, i personaggi di Pirandello prendono vita in un'ambientazione tradizionale come macchiette, caratteri colorati che si muovono alla Feydeau.
«La macchina teatrale - precisa il regista Walter Manfré - è talmente perfetta da far rimpiangere l'uso di una tecnica di scrittura, quella pirandelliana, che ormai pochissimi dei contemporanei sanno sapientemente applicare. La sequenza delle scene, la descrizione dei caratteri, anche minori, è quasi perfetta e lo sviluppo della vicenda capace di creare se non una vera tensione, almeno una forte curiosità rispetto allo sviluppo delle vicenda. Che solo in apparenza sembra disimpegnata: essa attraversa in realtà temi attualissimi, dalla solitudine alla paura del futuro. Ma a questo siamo stati attenti durante l'allestimento del nostro spettacolo: a non far scivolare il racconto in una zona dove si perdesse il sorriso».