Pirata alcolista impunito Già condannato due volte investe un bimbo e fugge

Il piccolo, otto anni, è in gravissime condizioni L’uomo per l’ennesima volta guidava ubriaco

Lodi - Falcia un bimbo di otto anni sulle strisce di una ciclabile e fugge. Ora il piccolo è ricoverato da tre giorni in gravissime condizioni all’ospedale Niguarda di Milano mentre si scopre che l'investitore aveva già due condanne sulla schiena e sempre per lo stesso reato: guida in stato di ebbrezza. In più tre contravvenzioni, sempre perché sorpreso alticcio al volante.

Non solo Fabio. B., operaio 38enne con il vizio dell’alcol, già ben conosciuto dalle forze dell'ordine, sapeva benissimo di essere ubriaco quando è uscito dalla sua casa di Codogno, per andare a comprarsi le sigarette. L'ha confessato candidamente lui stesso nell'udienza di convalida dell'arresto che si è tenuta nelle scorse ore.

Davanti al giudice Manuela Scudieri, seduto sul banco degli imputati nel tribunale di Lodi, ha dichiarato: «Sì sì, avevo bevuto diversi bicchieri. Poi avevo voglia di fumare, ho visto che mi mancavano le sigarette e sono salito in auto per andare a comprarle».

Ma ecco la dinamica dei fatti. Sono da poco passate le 19 di domenica. Fa ancora molto caldo. È così che i genitori del piccolo Claudio, che risiedono da anni a Castiglione D'Adda, dicono sì alla richiesta del figlio: un amichetto lo attende sotto il cancello di casa per andare con lui e suo padre nella vicina Bertonico a prendere un gelato, in bicicletta. Del resto, da Castiglione a Bertonico è stata realizzata una pista ciclabile con sembra più che sicura. I tre, quindi, raggiungono la gelateria.

La tragedia nel viaggio del ritorno. La comitiva è quasi giunta a casa. Per arrivarci il bambino deve solo attraversare le strisce lungo la provinciale Castiglione-Lodi. Ed e qui che avviene l'impatto. Violentissimo. La Peugeot 307 di Fabio prende in pieno la biciclettina di Claudio che finisce sul parabrezza. Una scena terribile. Il piccolo resta inerme sul cofano ma il conducente si fermerà, come raccontano diversi testimoni, soltanto trecento metri dopo. Scende, adagia il corpo sull’asfalto e riparte.

Quando, un quarto d'ora dopo, arrivano sul posto i sanitari del 118 di Lodi, Claudio è ancora cosciente. Perderà conoscenza venti minuti dopo, per il gravissimo trauma cranico riportato. Intanto il capannello di gente che si è formato sul posto allerta le forze dell'ordine.

Chiara la testimonianza dei carabinieri, in tribunale, che spiegano come abbiano rintracciato il pirata. I militari lo incrociano casualmente, sulla provinciale, e notano il parabrezza spaccato. Pochi minuti e, dove si può, fanno inversione di marcia per raggiungerlo. E proprio mentre gli sono quasi a ruota che arriva l'allarme dal comando che indica di bloccare proprio lui, l’uomo al volante. La pattuglia lo segue fin sotto casa. Poi lo arresta.
Sono le 19.42 quando scatta anche la prova dell'etilometro. Il giovane ha 1,90 grammi per litro di alcol nel sangue al primo test, 1,86 al secondo: più di tre volte il consentito dalal legge.

È da tempo che beve e poi si mette al volante, Fabio. Lo dicono le condanne: i 5 giorni di carcere e 300 euro di multa per guida in stato di ebbrezza nel maggio del 2006 nel Piacentino e i 10 giorni e 300 euro di contravvenzione, stesso motivo, nel marzo 2007, nel Lodigiano. I medici spiegano che si potrà sapere solo tra stasera e domani se il piccolo potrà dirsi fuori pericolo. Il pirata, invece, ha già ottenuto gli arresti domiciliari.