La pirateria musicale è cresciuta del 21% in un anno

I dati della Fpm: nel 2005 sequestrati 1,7 milioni di cd falsi. È boom dei brani scaricati dal web e scambiati illegalmente

Daniele Colombo

La pirateria musicale non si ferma più. Nel 2005 quasi 1.700.000 cd sono stati sequestrati, secondo i dati della Federazione contro la pirateria musicale. Dati allarmanti perché aumentano del 21% rispetto al 2004. Dall’analisi dei numeri emerge un dato importantissimo: è cambiato il canale di smercio dei prodotti abusivi. Cala, infatti, il numero dei sequestri a carico dei venditori ambulanti, mentre cresce quello dei prodotti realizzati e scambiati tra i privati, che spesso usano internet come rete di vendita.
Memori della lezione Napster, il capostipite della musica digitale «gratis per tutti», costretto dalle case discografiche a chiudere i battenti e oggi rinato come servizio legale di «music store» online a pagamento, i principali operatori si sono fatti furbi abbandonando il vecchio sistema di scaricamento dei file sul modello dell'antesignano network americano. Niente più cervelloni centrali (server), ma un sistema «pulito» che fa fare da server agli stessi utenti, investiti così di ogni responsabilità penale.
Il nuovo sistema, chiamato file sharing o peer to peer (P2P), è basato sullo scambio diretto dei dati. Aziende, con domicilio legale spesso situato in ignote isole del Pacifico, mettono online programmi gratuiti. Una volta scaricati, permettono di condividere vario materiale, dai file di testo alle foto. Il vero scopo è però quello di fornire il mezzo per mettere in comune file musicali, che grazie al software vengono replicati sul pc. Un modo ingegnoso che permette di costruirsi agevolmente un'imponente collezione discografica.
«In realtà network come Kazaa e Grokster sono stati colpiti da alcune sentenze che in qualche modo ne hanno riconosciuto la responsabilità per il prevalente uso illecito - denuncia Luca Vespignani, segretario generale della Federazione contro la pirateria musicale -. Cause che probabilmente hanno costretto anche il conosciutissimo WinMX a ritirarsi dalla partita. Ma il fatto è che sono ormai milioni ad aver scaricato i programmi e dunque è impossibile fermarli. E intanto si sono affermati i vari Emule, eDonkey che sono oggi i più utilizzati in Italia e nel mondo». I numeri della frode sono imponenti: 900 milioni di file musicali che circolano liberamente, «Secondo alcune ricerche - precisa il segretario della Fpm -, stimiamo che i "pirati" italiani siano ormai stabilmente circa 5 milioni. Purtroppo questa illegalità si riversa sul settore discografico con un calo a livello occupazionale del trenta per cento negli ultimi tre anni. Se poi consideriamo insieme prodotti musicali, video, software, editoria, il danno economico per il mancato riconoscimento dei diritti d'autore tocca i 4.2 miliardi di euro. Oltre a 1.5 miliardi di euro di evasione Iva».