Pirelli: le banche chiedono gli pneumatici

Il gruppo potrebbe cedere a un pool di istituti il 30-35% di Tyre. Ma spunta anche Braggiotti

da Milano

Pirelli potrebbe cedere ad alcune banche una quota del 30-35% di Pirelli Tyre, la controllata che opera nel settore pneumatici. Le banche in questione dovrebbero essere alcune di quelle che guidavano il consorzio per la quotazione in Borsa di Pirelli Tyre, saltata la scorsa settimana. L’indiscrezione di alcuni quotidiani ha trovato conferma in ambienti finanziari, mentre da Pirelli è arrivato solo un no comment. L’impressione è che la proposta sia arrivata da un pool di istituti, che conosce bene il dossier, mentre Pirelli si sarebbe riservata di dare una risposta. Ma oltre ad alcune delle banche del consorzio (fuori dalla partita si sarebbe già tirate Morgan Stanley e Merrill Lynch), anche una gruppo di fondi di private equity, coordinato da Gerardo Braggiotti, potrebbe far rotta sugli pneumatici di Pirelli. Di certo l’operazione avverrebbe a una valutazione societaria inferiore a quella prospettata per il collocamento: la forchetta era tra 1,9 e 2,3 miliardi, allargata poi verso il basso fino a 1,7. Su questa base Pirelli incasserebbe 600 milioni per il 35%. Secondo fonti bancarie il dossier proposto individuerebbe una forchetta di 1,6-2 miliardi. Le 7 banche del consorzio erano Caboto, Capitalia, JPMorgan, Goldman Sachs, Mediobanca, Merrill Lynch e Morgan Stanley.
Per Pirelli il costo-opportunità dell’operazione è tra vendere o svendere una partecipazione di minoranza, a fronte di una necessità di cassa per i prossimi mesi, per salire all’80% in Olimpia (la holding che controlla il 18% di Telecom), come previsto dagli accordi tra gli altri soci, Pirelli ha appena rilevato la quota di Hopa e dovrà, a ottobre, acquistare le partecipazioni di Unicredit e Intesa. In tutto l’esborso ammonta a 1,6 miliardi, da finanziare con la cessione di partecipazioni da 400 a 600 milioni e poi, nei piani originali, dalla quotazione in Borsa di Pirelli Tyre. Dalla quale qualche mese fa il presidente Marco Tronchetti Provera contava di ricavare 8-900 milioni.