Pirelli: per la cessione del 35% di Tyre si tratta con le banche

Il mercato ci crede e premia i titoli della Bicocca: +1,1%

da Milano

Il mercato scommette sul successo del collocamento privato di Pirelli Tyre dopo il ritiro dell'offerta e la rinuncia alla quotazione in Borsa. Pirelli & C, che incasserebbe 650-700 milioni collocando a un pool di banche il 35% della società a 7,4 euro, ha corso in Piazza Affari toccando un massimo a 0,66 euro (+3% circa), contenendo poi il rialzo a fine seduta all'1,12% (0,649 euro).
Dopo ripetute indiscrezioni Pirelli - sollecitata dalla Consob - è uscita allo scoperto confermando di avere in corso la valutazione di «alcune ipotesi di valorizzazione della propria partecipazione diverse da una offerta pubblica. Allo stato non risultano definiti termini e modalità delle ipotesi allo studio né tantomeno sono stati raggiunti al riguardo accordi».
Ci si attende comunque una soluzione «in tempi rapidi» affermano fonti vicine al dossier che confermano sul piatto c'è una quota vicina a quella che sarebbe dovuta andare sul mercato, circa 90 milioni di azioni. Sul fronte delle banche c'è chi vorrebbe stringere e chi invece starebbe ancora ragionando sul prezzo e sulla possibilità di fissare una put (opzione di acquisto). Tra gli istituti che sarebbero della partita Capitalia, Goldman Sachs, Intesa, Jp Morgan, Mediobanca e, secondo le ultime indiscrezioni di stampa, anche Lehman Brothers e Dresdner Bank. Al momento non risultano cda convocati ad hoc e il primo appuntamento per i consiglieri è in agenda il 27 luglio, per la semestrale preliminare.
Il mercato crede nell’operazione anche per gli impegni che attendono la Bicocca nei prossimi mesi. Pirelli ha da poco affrontato la liquidazione di Hopa per 650 milioni, ma ad ottobre dovrà versare 1,2 miliardi, per l'uscita delle banche da Olimpia. Il mercato scommette ora non solo sul fatto che l'operazione si farà, ma che verrà chiusa a prezzi più alti rispetto alle indiscrezioni circolate al momento dell'Ipo che indicavano una quotazione con uno sconto del 10% rispetto alla valorizzazione indicativa prevista tra 7,4 e 9 euro.